Quando una neo mamma sperimenta problematiche nell’attacco al capezzolo, ma anche l’ipogalattia o, semplicemente, non desidera nutrire il neonato al seno, sa bene che la soluzione migliore per sostituire il suo latte è quello artificiale (o in formula).
Soprattutto se si è al primo figlio, approcciarsi a questo prodotto vuol dire trovarsi davanti a un’ampia gamma di alternative. Inoltre, quasi sempre, manca la consapevolezza delle caratteristiche e degli ingredienti del prodotto, aspetto importantissimo in quanto permette di vivere con maggior tranquillità un momento di rilevanza assoluta come la nutrizione del proprio piccolo.
La prima cosa da dire è che il latte artificiale è un prodotto sicuro, che deve rispondere ai rigorosi standard del Codex Alimentarius, FAO/OMS, una raccolta di linee guida, pratiche e codici di condotta istituita nel 1963 e avente lo scopo di tutelare la salute dei consumatori di tutte le età. Prodotto a partire dal latte vaccino, che viene successivamente addizionato con i nutrienti che caratterizzano, man mano che i mesi passano, la composizione del latte materno, è disponibile in polvere o liquido.
Come poco fa accennato, è necessario che la composizione vari, in modo da accompagnare al meglio il bambino nella crescita.
Se nel caso del latte 1, indicato per i primi quattro mesi, si parla di integrazione di sostanze come l’inositolo, fondamentale per la costituzione delle membrane cellulari, quando si ha a che fare con il latte 2 – esattamente come le altre tipologie, è possibile acquistarlo comodamente online, puntando possibilmente su e-shop che, come quello di Farmacia CEF, permettono di scegliere tra diverse marche – si osserva l’aggiunta di nutrienti funzionali al supporto della crescita dei muscoli e dell’allungamento osseo.
Indicato dai 4 ai 12 mesi, periodo che vede il passaggio dai primi tentativi di mantenimento della posizione seduta al cammino autonomo e, di conseguenza, un dispendio di energie importante, il latte 2 è decisamente più calorico dell’1 – l’apporto energetico non è casuale, ma stabilito dagli esperti della European Society of Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition – e particolarmente ricco di minerali.
Degni di nota sono poi i cosiddetti latti speciali, ossia formule che hanno lo scopo di favorire la gestione di esigenze alimentari specifiche.
Qualche esempio? Il latte di crescita, o latte 3, introdotto sul mercato relativamente da pochi anni e pensato per accompagnare il bambino dall’anno in poi, con peculiarità che vanno dall’arricchimento con ferro e zinco al ridotto contenuto di proteine, vantaggioso perché rende il prodotto meno allergizzante, e il latte per prematuri o per nati a termine di basso peso, che si contraddistingue per l’alto apporto calorico.
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