Musica e luci. Perché la musica, si sa, rischiara la penombra del silenzio. È la scultura di Vincenzo Materia, eccezionale fabbro di Furnari (Me), che l’ha donata al comune di Oliveri. Si tratta di una particolare tecnica di lavorazione dell’acciaio, con tanto di lampade. Il tutto, in vista di una già attivata riqualificazione urbana sulla via Roma del ridente paesino tirrenico. La tecnica utilizzata, vede una struttura in tubolari di acciaio lavorati con incudine e martello, per la piegatura alla vecchia maniera. Notevole, la forma delle mani, in cui le dita sono prese dalla sagoma dello stesso artista. Il tempo di lavorazione, è stato corposo: Vincenzo Materia ha infatti impiegato mesi a realizzare l’opera. Ed ecco che, quando viene sera, le luci si accendono. E come una vecchia band che, in un dolce locale newyorkese, suona il jazz per gli avventori curiosi, qui a Oliveri, i lampioni fanno luce sul corso. E sembra quasi di percepire, in sottofondo, una melodia antica che accompagna i turisti.

Sono lampioni originalissimi, quelli del comune di Oliveri. Ricordano quelli alimentati a gas, ben presto connotati dalla caratteristica forma a lanterna, idealizzata dalla pittura e consolidata nell’immaginario collettivo, e che nascevano in realtà da precise necessità tecniche: i quattro vetri, dovevano proteggere la fiamma da un eventuale spegnimento dovuto al vento, permettendo comunque l’emissione luminosa; il cappello superiore piramidale consentiva lo sfilato dei fumi grazie all’effetto-camino. Due asticelle orizzontali alla base della lanterna, permettevano al ‘lampionaro’ di appoggiare la scala a pioli per l’accezione manuale di ogni apparecchio. Perché la storia dello sviluppo dei lampioni, è una storia imprenditoriale che persegue la luce. I lampioni hanno avuto origine nel 15° secolo. a Londra, lo scopo dei lampioni era quello di illuminare le notti buie in inverno; nel 1417, il sindaco di Londra ordinò a tutte le famiglie di appendere lampioni fuori, di notte, in inverno. Il primo lampione in Cina, era invece una lampada a cherosene. E con lo sviluppo dei tempi, le strade urbane si sono intrecciate e complicate. Ecco quindi la necessità di avere luce. Tanta luce. Per evitare che le strade fossero pericolose. E per dare il via a una movida sempre più sfrenata.
E poi grazie ai lampioni elettrici che gli abitanti delle città possono appropriarsi delle notti urbane e cominciare a viverle intensamente.
Quella che il Comune Oliveri, nel rispetto delle regole ancora in vigore vista la situazione pandemica non ancora conclusa, spera di attuare per questa nuova estate 2021.


