Nonostante i sei esordi in squadre diverse e i cinque cambi di maglia alle spalle, Alvaro Morata non era mai partito così forte: in una sola notte ha segnato le due reti della vittoria contro la Dinamo Kiev spazzando via tutte le perplessità sulla Juventus di Andrea Pirlo dopo il gol realizzato sabato nella gara pareggiata contro il Crotone. Con Cristiano Ronaldo in isolamento in attesa della negatività al tampone e Paulo Dybala impiegato per poco più di mezz’ora, l’attaccante spagnolo ha comunque permesso al tecnico bianconero di dormire sonni tranquilli dopo la sua prima notte di Champions come allenatore.
Ma dove eravamo rimasti? Il feeling tra Alvaro Morata, il goal e la Juventus si era interrotta cinque anni fa, quando contro il Siviglia aveva segnato l’ultima rete in Champions. Era il 30 settembre 2015: la Champions League era per la Juventus una competizione dalle mille soddisfazioni rispetto ad un campionato piuttosto deludente. Allegri, dopo il blitz di Manchester, a Torino schiera il tradizionale 4-4-2. Dopo i primi 40 minuti senza goal, Morata prende il tempo a Krychowiak e Andreolli e buca Rico con un bel colpo di testa a incrociare, firmando il suo quinto goal consecutivo in Champions (considerando finali e semifinali della precedente edizione) e consolidando il primato della Juve, nel proprio girone, a punteggio pieno.
Morata ha dimostrato di non aver perso il vizio del goal nemmeno ora, quando di anni ne ha 27, si è spostato e ha 3 bambini, di cui l’ultimo arrivato proprio qualche settimana fa.
Così l’attaccante è riuscito a far dimenticare ai bianconeri l’assenza del fuoriclasse Cristiano Ronaldo, cosa che non avrebbe mai pronosticato neanche il più ottimista dei tifosi. Che la Juventus abbia forse trovato il centravanti che tanto cercava?
Federica Cozzi


