Gli investimenti stanno profondamente cambiando, soprattutto grazie a una logica più green che guida il mondo della finanza. Fino a pochi anni fa, l’unica cosa che importava agli investitori era il guadagno totale di un investimento. Oggi, che si è diffusa una maggiore sensibilizzazione verso il pianeta e in generale verso le tematiche green, le persone vogliono che gli investimenti, oltre a conseguire un guadagno economico, garantiscano anche un impatto positivo sul mondo. In questo contesto si sono diffusi gli investimenti sostenibili, noti con l’acronimo ESG (Ambiente, Sociale e Governance).
In breve, con gli ESG si finanziano aziende che non inquinano, che trattano con etica e rispetto i loro dipendenti e che sono gestite in modo trasparente. Puntare su investimenti green, però, non significa affatto rinunciare al guadagno.
Il 2026 si è rivelato un anno molto positivo per gli investimenti ESG. Secondo l’ultimo report Sustainable Signals: Individual Investors di Morgan Stanley, ben il 92% degli investitori globali si dichiara interessato alla sostenibilità. Tuttavia, come rivela lo stesso studio, la percentuale effettiva di risparmi destinata a questi strumenti è leggermente scesa dal 33% al 31%.
Cosa significa questo dato? Che molti vorrebbero investire green, ma al momento di agire si bloccano. Tale esitazione potrebbe dipendere da molti motivi, ad esempio una scarsa conoscenza della materia che è comunque abbastanza innovativa. In pratica nessuno vuole che i propri risparmi perdano di valore. Come sottolinea Jessica Alsford, Chief Sustainability Officer di Morgan Stanley, la prestazione economica finale resta la preoccupazione principale per chi investe.
Dallo studio è emerso che oltre l’80% delle persone intervistate cerca soluzioni che facciano bene all’ambiente e alla società, ma che allo stesso tempo offrano un rendimento competitivo. I fondi ESG intercettano perfettamente queste esigenze poiché la sostenibilità, se ben integrata nelle strategie delle aziende, può offrire ottime prestazioni. Proprio per questo motivo si guarda con interesse ai nuovi settori, dove poter eventualmente diversificare il proprio portafogli.
Le opportunità non mancano, ma il report evidenzia un pericolo subdolo che frena gli investitori: il greenwashing. Si tratta di un fenomeno, ai limiti dell’illegalità, tramite il quale le aziende fingono di adottare pratiche virtuose e sostenibili, ma in realtà sono solo operazioni di facciata. Quasi un terzo degli investitori teme di cadere in questa trappola, dimostrando una grande maturità e un forte bisogno di trasparenza.
Districarsi in un mercato ricco di opportunità, ma anche di trappole, può risultare complicato. Per questo motivo è consigliabile consultare piattaforme digitali specializzate, come Onlinesim.it, che consente di accedere a un’ampia gamma di investimenti sostenibili, proponendo soluzioni tarate su misura delle necessità di ogni investitore.
Non c’è bisogno di essere esperti di finanza per costruire un portafoglio etico, basta utilizzare gli strumenti più adatti e trasparenti per investire in modo oculato e tutelare così i propri risparmi.
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