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In tempi di Coronavirus sempre più utile ricordare Ippocrate, il medico di Cos

Aprile 02, 2020

Rafforzare le difese immunitarie. Un bisogno cui provvedere quando queste vengono compromesse o indebolite da fattori come lo stress, alcune patologie, l’uso smodato di antibiotici, persino l’eccessivo freddo. E poi ancora, il cambio di stagione, l’alimentazione impropria, l’inadeguato riposo notturno. Tutte situazioni, in cui la scarsa efficacia dell’esercito immunitario comporta una maggiore suscettibilità alle infezioni (malattie scatenate da agenti infettivi quali batteri, funghi, parassiti e, non da ultimo, virus). “La prevenzione è importante, e sarebbe necessario attivarsi già dalla fine della stagione calda, quindi da settembre – afferma la dottoressa in farmacia Silvia Misuraca -. Da millenni, l’uomo ha trovato nelle piante preziosi alleati per l’igiene e la salute del suo corpo, e anche dello spirito.”

E con l’avvento del metodo scientifico, molte di queste conoscenze su erbe e piante medicinali sono arrivate a noi, che ancora oggi impieghiamo farmaci i cui principi attivi sono di origine vegetale, anche se ormai spesso si tratta di prodotti di sintesi. Infatti, sono ormai molte le vere e proprie scienze che si occupano di utilizzare le piante per la cura delle malattie. A partire dall’erboristeria, antica disciplina di riconoscimento e raccolta di rimedi vegetali, cui si affianca la fitoterapia, vera e propria scienza, il cui padre, Jean Valnet (1920 – 1995), medico chirurgo, con i suoi studi, ha ridefinito in modo scientifico i trattamenti naturali, e ha partecipato a riscoprire le proprietà terapeutiche delle piante. Gli oli essenziali sono oggetto di attenti studi e di diverse sperimentazioni. La loro efficacia, viene testata tramite un aromatogramma (metodo di misura in vitro del potere antibatterico degli oli essenziali), che permette di stabilire il potere antisettico degli oli stessi nei confronti di colonie batteriche prelevate da malati e non.

Sono stati condotti studi sia sui germi appartenenti al gruppo dei Gramnegativi, che dei Grampositivi e al Gruppo dei funghi. E l’indicazione più coerente per l’uso degli oli essenziali in fitoterapia è rappresentata dalla terapia delle malattie infettive. Organi diversi di una pianta, possono contenere princìpi attivi diversi, ciascuno dei quali possiede un proprio specifico effetto terapeutico. L’importante accordo Stato-Regioni, sancito il 7 febbraio 2013, demanda alle Regioni la formazione nell’ambito delle medicine complementari quali l’agopuntura, la fitoterapia e l’omeopatia. Inoltre, diversi studi scientifici hanno ormai evidenziato le potenzialità biologiche degli oli essenziali, parte integrante della fitoterapia, specialmente nella prevenzione e/o il trattamento di alcune patologie infettive. “La loro efficacia antimicrobica, è dimostrabile in vitro nei confronti dei microrganismi più frequentemente isolati nell’uomo, e per i risultati terapeutici con essi ottenibili almeno nelle patologie infettive così dette “di minore entità”, non per questo meno frequenti e importanti di altre sotto il profilo clinico – concordano il dottor Lorenzo Paride Capello, medico chirurgo specializzato in Geriatria, diplomato esperto in Medicina Biologica e Discipline Integrate, e che ha ideato e perfezionato il metodo Mas.Cur.Int, ponendo le basi dell’Olismologia, e il dottor Simone Di Bernardo, dirigente medico anestesista e rianimatore dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano -. Le attività terapeutiche degli oli essenziali non si limitano, peraltro, alla sola azione antimicrobica. Essi, infatti, vengono da tempo utilizzati con successo, a seconda dei loro componenti, anche come sintomatici nei confronti di manifestazioni che sono tipiche di molte patologie infettive. Due sono gli elementi fondamentali da ricordare quando si sceglie un olio essenziale: innanzitutto la serietà dell’azienda produttrice cui affidarsi e, in secondo luogo, la scelta del prodotto in base alla peculiarità delle sue caratteristiche. Il mondo medico nel suo insieme, riconosce oggi alcune lacune di terapie anti-infettive. E le piante medicinali rappresentano la grande alternativa agli antibiotici. Prescritte quindi con discernimento, possono risultare una soluzione efficace. Siamo perfettamente consci che l’avvenire della pianta medicinale passa necessariamente attraverso la sua integrazione con la medicina. I protocolli naturali da seguire per rendere il nostro sistema immunitario più forte, non vogliono in alcun modo sostituire quello delle autorità competenti attualmente in vigore per il trattamento del covid-19, ma essere di supporto e di integrazione”.

L’astragalo (Astragalus membranaceus Moench), o Huang qi, è una pianta adattogena impiegata da secoli nella medicina tradizionale cinese per le sue molteplici proprietà rivitalizzanti e per l’elevato contenuto in composti attivi (polisaccaridi, astragalosidi) che stimolano il sistema immunitario, epatico e cardiovascolare. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Leguminose, originaria del nord della Cina, della Mongolia e della provincia di Sichuan, e diffusa nelle regioni a clima temperato. L’astragalo favorisce l’azione dei microfagi, le cellule che inglobano e distruggono gli agenti estranei, rinforzando così l’organismo, prevenendo gli attacchi provocati da agenti esterni come batteri e virus, e consentendo all’organismo di reagire più efficacemente. La rosa canina, è ricca di vitamina C. Le sue bacche sono da considerarsi veri e propri integratori naturali. Deve il suo nome alle spine presenti nel fusto, che ricordano i denti di un cane. Seguendo la teoria dei segni, che poneva in relazione le funzioni medicinali con l’aspetto morfologico della pianta, venne utilizzata dagli antichi contro la rabbia, proprietà invalidata dalle attuali conoscenze farmacologiche. La parte più interessante è costituita dal frutto, simile a una bacca carnosa di colore rosso-arancio che, oltre a combattere le infezioni alle vie respiratore (orecchie, naso e gola), sviluppa la possibilità di assorbimento del ferro contenuto in altri alimenti, controlla il livello di colesterolo nel sangue, rende attiva la vitamina B9 (acido folico) e si rivela un ottimo antiossidante. Ha inoltre un’azione immunostimolante nel prevenire influenze e raffreddori, in particolare nell’infanzia. Ed è anche un tonico naturale. La rosa canina contiene vitamina C in grande quantità, nonché polifenoli, acidi organici, tannini e pectine. “Abiosil della Ecol – conclude la dottoressa Misuraca – è un potente antinfiammatorio con proprietà antibatteriche e antivirali. Stimolante delle difese immunitarie, utile nelle affezioni broncopolmonari, orecchio-naso-gola, affezioni delle vie urinarie, cure odontoiatriche e candidosi. Non cura il covid-19. Sia chiaro. Ma ci sostiene. Ci rinforza, appunto”.

In fondo, Ippocrate ci insegnava che “la natura è il medico delle malattie. Il medico deve solo seguirne gli insegnamenti”. E, in un momento storico così difficile, dovremmo ricordare forse un po’ di più l’aura leggendaria del medico di Cos.

Alessandra Pirri

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