Cronaca, Video
In ricordo di Stefano, la presenza buona di Corso Venezia che insegnava ad aver cura dell’ambiente
Volentieri pubblichiamo la lettera che ci ha inviato il lettore Martino Ranieri per ricordare Stefano, un signore bulgaro senza fissa dimora la cui morte ha commosso numerosi milanesi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Una storia da leggere e condividere.
“Gentili redattori,
Vi scrivo per condividere una storia semplice, ma profondamente umana e milanese, che merita – credo – di essere raccontata.
È la storia di Stefano, un signore bulgaro di circa sessant’anni che gli avventori (abituali e non) di corso Venezia hanno imparato a conoscere negli ultimi anni. Sempre in compagnia della sua inseparabile cagnolina Luisa, Stefano trascorreva le giornate donando ai passanti un sorriso e… un seme di ginkgo biloba da piantare!
Stefano era un convinto ambientalista, un appassionato estimatore degli studi del prof. Stefano Mancuso, e con una gentilezza rara provava – a modo suo, con educazione e discrezione ma con gli occhi sempre pieni di entusiasmo – a sensibilizzare chiunque si fermasse a parlar con lui sull’importanza di piantare più alberi nella nostra città.

Io l’ho conosciuto qualche anno fa, durante le mie routinarie pause pranzo.
All’inizio mi ha attirato l’allegria di “Luisa”; poi ho scoperto Stefano: gentile, colto, profondamente rispettoso e animato da un desiderio sincero di coinvolgere gli altri nella sua piccola, grande missione ecologica.
I cinque o dieci minuti che riuscivo a trascorrere con lui durante la pausa pranzo erano spesso tra i più significativi della mia giornata.
E so che non ero il solo: molti passanti di quella via lo consideravano un amico, un punto fermo, una presenza buona.
Stefano amava Milano. E a Milano aveva deciso di dedicare il suo tempo e il suo impegno.
Un paio di settimane fa era rientrato da un periodo trascorso in Bulgaria. Non aveva ancora trovato un riparo stabile. È mancato nella notte tra venerdì e sabato, nella Galleria De Cristoforis, per un malore improvviso.
Credo che raccontare la storia di Stefano significherebbe ricordare a tutti noi quale valore abbiano e debbano sempre avere la cura dell’ambiente, la gentilezza, l’attenzione agli altri.
Vi allego qualche foto e qualche video di Stefano e Luisa (che al momento si trova presso il canile sanitario), che restituiscono in parte il personaggio che era e, spero, quanto Vi ho raccontato.
Se voleste ulteriori informazioni sono a vostra disposizione.
Vi ringrazio per il vostro tempo, per l’attenzione e per tutto ciò che vorrete fare”.
Un cordiale saluto,
Martino Ranieri


