Wednesday, September 09, 2026

Sport

Il telecronista di Sky commenta la partita dallo studio e senza vedere e sentire sul posto giudica lo stadio Breda di Sesto San Giovanni “pessimo” e “diseducativo”

Dicembre 21, 2022

Buon lavoro a Marcel Vulpis. Finalmente un giornalista (vero) prestato alle istituzioni e non un uomo delle istituzioni che si erge a svolgere il ruolo di giornalista. Vulpis da qualche giorno è di fatto il nuovo presidente della Lega Calcio di Serie C. Prende il posto di Francesco Ghirelli, dimissionario dopo la presa di posizione della maggior parte delle squadre di Serie C che hanno votato contro la sua proposta di riforma del campionato. Un lavoro, quello che attende Vulpis, innanzitutto di traghettatore fino all’assemblea elettiva. Ma noi, conoscendo e apprezzando le sue doti di giornalista, oltre che di organizzatore e di diplomatico nel settore dello sport, ci auguriamo e gli auguriamo di poter rimanere alla guida della Serie C anche dopo le elezioni. Intanto al ‘giornalista presidente’ sottoponiamo un caso che sta a cavallo proprio tra l’attività giornalistica e quella istituzionale.

Marcel Vulpis

Durante la telecronaca della sfida di vertice della Serie C, Pro Sesto-Feralpisalo, trasmessa in diretta su Sky, il telecronista che non era presente allo stadio e che trasmetteva dunque da studio la cronaca della gara, si è permesso di definire l’ambiente dello stadio Breda e quindi della città di Sesto San Giovanni “pessimo”. E che quanto avveniva al Breda era “diseducativo”. I giudizi, peraltro sentenziati senza, lo ribadiamo, essere presenti sul posto, sono gravi. E amplificati da un’organizzazione tecnica, quella sì, pessima, messa in campo da chi fornisce il servizio a Sky e alla Lega di Serie C che, senza batter ciglio, la accettano. Un’organizzazione tecnica a dir poco parrocchiale e con effetti ambientali presi direttamente dalle tribune che in tutti gli stadi non sono propriamente luoghi da educande e che il telecronista di Sky ha utilizzato come sentenza per definire una comunità. È stata offesa una città, i suoi tifosi e una società calcistica. Siamo curiosi di vedere se Sky chiederà scusa. Intanto potrebbe farlo Marcel Vulpis, spiegando – da giornalista – a Sky e al telecronista in questione che la Serie C è la casa della qualità. E che le cronache “via tubo” sono l’esatto contrario della qualità professionale. Aggiungiamo anche che lo stadio Breda di Sesto San Giovanni è distante pochi chilometri dallo studio di Sky e non capiamo perché il telecronista non si è recato sul posto per svolgere il suo lavoro.
Buon lavoro, Vulpis.

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