Arte & Cultura
Il fascino segreto delle Maschere veneziane conquista Roma con la mostra di Massimo De Santis
“Io sono colei che mi si crede” (Luigi Pirandello). E le maschere non nascondono soltanto: rivelano. Sono simboliche e ambivalenti, sacre e profane, antiche e contemporanee. Proteggono l’identità e, allo stesso tempo, la mettono in crisi. Da secoli abitano il teatro, la psicoanalisi, la vita sociale. E a Roma, sono i tornate protagoniste in un’indagine visiva che attraversa il tempo e parla al presente.

Si tratta della mostra “Le Maschere del Carnevale di Venezia. Dove il volto tace e la maschera racconta”, inaugurata lo scorso venerdì 20 febbraio, presso la Galleria dei Miracoli in via del Corso 528, e che andrà in scena fino al prossimo sabato 28 febbraio. Organizzata dall’Accademia Angelico Costantiniana di Lettere Arti e Scienze, l’esposizione fotografica di Massimo De Santis è accompagnata dal primo libro d’arte digitale dedicato al Carnevale di Venezia. A introdurre l’inaugurazione, si è svolto il convegno “Maschere di ieri e di oggi: da Pirandello a Freud”. Un progetto unico nel suo genere, che unisce fotografia, materia e pensiero. Le opere esposte non sono semplici immagini, ma superfici vive, da scoprire e osservare. Oltre venti fotografie 50 x 70, lavorate con vernici a rilievo e foglia d’oro.
Elementi che richiedono la presenza fisica dello spettatore per uno sguardo ravvicinato, una visione lenta. Gli stucchi sulle opere si possono percepire nella loro pienezza solo così. Cuore del progetto, è il volume Venezia: la magia delle maschere, un libro-oggetto imponente (13 kg, 430 pagine, oltre 300 fotografie), che supera il concetto tradizionale di catalogo per diventare esperienza visiva e concettuale. Un’opera completa che riflette sulla maschera come forma, linguaggio e destino umano, mettendo in dialogo estetica, teatro e psicoanalisi. L’artista sarà presente tutti i giorni e sfoglierà il libro per i presenti. Nell’opera, curata dalla Casa editrice Imago, le maschere ritratte hanno gli occhi neri per permettere una forte interpretazione. “Chi vede la foto – spiega De Santis – è come se indossasse la maschera”. Massimo Checchetto, direttore artistico del carnevale di Venezia ha definito il volume: “una scultura sfogliabile”.

Massimo De Santis accademico (Acc. Angelico Costantiniana), ha studiato fotografia a Firenze sotto la direzione di Leonardo Maniscalchi. Fotografo sportivo nel settore automobilistico, approda in Formula Uno nei primi anni Duemila, lavorando in tutto il mondo. Ha esposto in alcune delle più prestigiose rassegne d’arte e fotografia, tra cui: Biennale di Spoleto, Premio Internazionale Michelangelo (Firenze), Premio Internazionale d’Arte Maestri a Venezia, Oscar della Creatività – Premio Biennale Arti Visive (Principato di Monaco), Biennale di Milano, oltre a una personale presso la Art Gallery di Milano. Nel 2024, pubblica il libro d’arte Venezia: la magia delle maschere.

L’esposizione ha il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria.
Ingresso libero.
Alessandra Pirri


