Wednesday, September 09, 2026

Arte & Cultura

Il Covid visto con gli occhi di una bimba appena nata: Viviana Fornaro Brambilla presenta il suo libro autobiografico “A bordo di un Arcobaleno”

Gennaio 06, 2021

A mia figlia, Lucrezia

Osservo le tue prime onde, amate e ricercate anche dalla tua mamma, che per natura li ha mossi. Le virgole nei capelli, così come nei testi, denotano la capacità di raccontare e raccontarsi, come noi oggi per la prima volta. Quanto a te, rispecchiano un carattere birichino e giocondo, che va a braccetto con la stravaganza, la ribellione e la solarità. Un bel mix, direi! Non si correggono loro, a differenza delle bozze: sono indisciplinati dal bulbo, come per il carattere già scritturato nel dna. Si ammirano nei loro ondeggi, o si criticano, a seconda del gusto. E anche questo aspetto, lo si può paragonare ad un libro finito che riceve consensi o disapprovazioni. Tuttavia, se ci si impiglia con le dita, come con una pagina stampata, è un vero gaudio. Un’onda è colei che travolge con sé ciò che la circonda, trasportando vivacemente da dietro in avanti. Come per un testo invitante. Il racconto vuole suggellare i tuoi primi momenti al mondo, durante un periodo cruciale in cui tutto passerà alla storia.

A mia sorella, ospite di una comunità lontana dai suoi affetti, a mio papà, oggi disabile, a cui lo leggerà un educatore, ai miei cari nonni materni che si sono presi l’impegno di crescermi, come si fa con una pianta in cerca di un buon terriccio e, non ultimo, a mio marito, il super papà che se fosse andato a lavoro, non avrei avuto il tempo di scrivere questo nostro gioiello autobiografico.

Viviana Fornaro Brambilla

Concepito a seguito di una necessità, strettamente legata alla mia più grande passione, la scrittura, il racconto autobiografico riporta il nostro quotidiano ai tempi della pandemia. I pensieri delle prime pagine, saranno alla George Perec: senza filtri, mi racconto nella condizione da gestante, in balìa degli ormoni, nel primo lockdown. Aspetti curiosi e leggeri, daranno il via libera alle riflessioni da parte del lettore. Inoltre, non mancheranno i rimandi al passato: il vissuto coi nonni materni, il rapporto con mia madre, migliorato dalla nascita di Lucrezia, il muro dell’arcobaleno dove mio padre ogni giorno si sottopone alla riabilitazione. Per smorzare i toni di qualche pagina “nera”, capitoli interi dedicati al quotidiano in tre. I pesciolini, gli amichetti della mia primogenita, saranno presenti con altrettanti racconti virtuali con i suoi coscritti. La tragicomicità è una delle caratteristiche del libro. Un bagaglio a quattro mani (le altre sono della piccola protagonista col ciuccio e pannolino), pronto a condurre nella sua fiaba reale. “Non prendersi troppo sul serio”, è da sempre il mio motto, se no si corre il rischio di perdersi le cose belle e spensierate, spesso nascoste dietro alle fragilità.

Viviana Fornaro Brambilla e il marito Fabrizio

E così, da un semplice stage, la rinominata “gavetta” in età adolescenziale presso una sede giornalistica, la mia passione si è convertita in lavoro, anche se per la verità, non l’ho mai sentito tale, proprio perché il raccontare e riportare storie all’alba o la sera tardi, non mi è mai stato di peso. “E’ un onore”, ripetevo a chi mi ringraziava a seguito di un comizio o ad una intervista esclusiva: per me era un dono trascrivere dal blocco scarabocchiato da penne che iniziavano blu e finivano anche verdi (quando le chiacchiere si facevano lunghe), a computer, le parole che registravo, rimanendo sempre imparziale. E oggi, dopo ben dieci anni di “gavetta”, giacché non si finisce mai di imparare, opto per raccontarci, con gli occhi di quella ragazza che finora ha promosso plichi di fatti e inchieste, delle vite altrui e che ora per la prima volta, intervista se stessa. Una cosa nelle mie corde, è “vivere di obiettivi”: finora, ho sempre cercato, riuscendoci, di remare verso la direzione da me favorita, anche se questa poteva comportare non avere il vento in poppa, l’alta marea o chissà quale avversità. “Tu mettici il cuore, al resto ci pensa la vita”, mi rammento. E forse, grazie a questa prospettiva, a destinazione, spesso e volentieri, ci arrivo. Proseguendo. Alzo le mani in segno di arresa, laddove ci fossero episodi meno sereni, garantendovi poi standing ovation di applausi, tra capitoli di grasse risate. Il lockdown, vissuto durante la dolce attesa, ha riservato momenti amari, poiché la preoccupazione si è insediata nella vita di tutti noi. Mio marito Fabrizio, dalla fine di aprile, ha perso il lavoro, lui che prima di questo virus, ha avuto una carriera ventennale in Carapelli, a Inveruno. Si è visto come sulle sabbie mobili, dove noi io e sua figlia, eravamo le sole certezze. E sarà proprio la nostra nascitura a esporsi in prima persona: le sue visite nel pieno del contagio, le sue percezioni rispetto al vederci con quelle ‘fasce’ su naso e bocca, gli incontri virtuali con altri coscritti, le video chiamate a Natale, e molto altro  Ecco, sono al traguardo, a ridosso della domanda che vi porrete: perché dovrei leggere questo libro? Ne sono usciti tanti simili, sulla pandemia. Ma il suddetto non ha come parola d’ordine “covid-19” o “distanziamento” . Anzi, vi garantisco che saranno contate. Certo, è il motivo che mi ha spinto a raccogliere i miei pensieri e il nostro quotidiano, PERO’ non girerà tutto attorno a loro. Voi dovrete leggerlo con gli occhi di un bambino, quello che siamo stati tutti. Vi ci ritroverete! Il libro vuole trasmettere un messaggio di speranza: la gente ha bisogno di storie leggere, belle e soprattutto vere. Il mio primo tentativo narrativo, non sarà (appositamente) perfetto, poiché punta sulla veridicità dei contenuti

Presentazione del libro autobiografico “A bordo di un Arcobaleno”, pagg. 180, edito Cavinato International

L COVID VISTO CON GLI OCCHI
DI UNA BIMBA APPENA NATA

Autrice Viviana Fornaro Brambilla

Pre e postfazione a cura di Edoardo Raspelli (giornalista e critico gastronomico) e Candida Livatino (scrittrice e grafologa)

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