È la storia dell’origine della scrittura, salto evolutivo per la conquista da parte dell’uomo della vera civiltà. Perché la pergamena, è uno dei supporti scrittori più antichi e iconici della storia. Plinio il Vecchio fa risalire il primo uso al II secolo a.C., e il suo utilizzo si è protratto fino al 14° secolo, quando venne soppiantata dalla carta di fibre tessili. E anche il Comune di Milano, nel 2002, ne fece omaggio a tutte le coppie che, in quell’anno, festeggiavano una ricorrenza importante delle proprie nozze. Unica differenza: la pergamena vera e propria era in pelle, mentre con più contemporaneo spirito ecologico, ormai si utilizza la carta. Una bella tradizione che è portata avanti ancora oggi dal Centro Missionario di Piazzale Cimitero Maggiore 5 a Milano dove, da molti anni, i frati cappuccini realizzano pergamene su commissione per celebrare anniversari importanti. E il contributo economico è destinato alle missioni nel mondo. “In Occidente, dove spesso si possiede tutto e anche troppo, diventa difficile regalare agli invitati a battesimi, matrimoni o comunioni un ricordo veramente originale – spiega il responsabile del Centro, padre Marino Pacchioni-. Per questo, la pergamena può essere l’idea giusta per rimanere nei cuori nelle persone care coinvolgendole in un’azione benefica, perché le donazioni le devolviamo ai nostri progetti di aiuto ai più poveri nei vari continenti. E così, la pergamena diventa anche una speranza per i più bisognosi”.

Dal latino membrana o vellum, la pergamena prende nome dalla città di Pergamo, nell’Asia minore, dove sarebbe stata introdotta attorno al II secolo a.C., in sostituzione del papiro. Pergamo era sede di una biblioteca in grado di rivaleggiare con quella di Alessandria d’Egitto. Si tratta di pelle di agnello– ma anche di pecora, capra o vitello –, lavorata con una tecnica particolare che la rende sottile rigida e resistente. Dopo un accurato lavaggio e dopo essere stata liberata dal pelo, la pelle viene resa morbida mediante immersione in una soluzione di acqua e calce, quindi scarnata e sbiancata con ammoniaca. Infine, viene fatta essiccare, tesa su un telaio. La pergamena è l’arte del mistero. Non c’è segreto che si rispetti, che non abbia la propria pergamena. Famose le pergamene di Rennes-che-Chateau, in Francia. Le pergamene della Biblioteca centrale di Bristol, dove un accademico ha trovato un manoscritto risalente al 13° secolo, che rivela intriganti e particolari dettagli sul ciclo arturiano e sulla figura di Merlino. E poi ancora, le pergamene delle Amabie, le yokai, le sirene giapponesi. E persino oggi, gli attestati di laurea vengono consegnati su foglio pergamena. Perché la pergamena è un simbolo. Una base nobile. Che nobilita a sua volta. Che non muta e rende eterno ciò che contiene.
I progetti missionari in cui sono impegnati i frati milanesi sono numerosi: dalla raccolta fondi per ultimare la costruzione di un grande panificio a Dire Dawa in Etiopia, per dare pane ai poveri e lavoro ai giovani, ai corsi di formazione professionale per le giovani della Costa d’Avorio, agli aiuti al Camerun, dove migliaia di civili hanno perso tutto a causa della guerra, e le adozioni a distanza per far crescere e studiare un bambino garantendogli un futuro. Il tutto, raccontato e illustrato sul sito www.missioni.org, dove si pubblicano puntuali aggiornamenti. Per ordinare le pergamene ai missionari di piazzale Cimitero Maggiore 5, basta inviare un’email all’indirizzo [email protected], o telefonare al numero 02334930373. Si potrà concordare il tipo di supporto da utilizzare (foglio pergamena, foglio bianco, cartoncino), il formato (A4, A5, A6), il testo da inserire e la missione o le missioni a cui si intende destinare la propria donazione. “Il biglietto che realizzeremo non sarà quindi solo un semplice pezzo di carta – conclude padre Marino – ma la testimonianza tangibile di un atto di amicizia o di amore capace di arrivare davvero lontano”.
Alessandra Pirri


