Wednesday, September 09, 2026

Arte & Cultura

‘Gli Altri siamo noi’: 20 anni di cronaca insanguinata islamica raccontata dal giornalista Andrea Nicastro

Giugno 21, 2021

Con Jihad un tempo  si intendeva “sforzo”, “viaggio verso Dio” ma oggi,  dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’ 11  settembre 2001, il termine è diventato sinonimo di “guerra santa” contro i “kafir”, gli infedeli, aprendo terribili scenari di guerra, integralismo, attentati kamikaze, paura. Questa conclusione era nel dna dell’Islam come religione?

Oltre  vent’anni  in prima linea sui fronti infuocati  della mezzaluna islamica  raccogliendo il testimone da Ettore Mo, storico inviato di guerra del Corriere della Sera,  Andrea Nicastro non accetta la tesi di  Oriana Fallaci di un Islam condannato quasi per natura alla premodernità: il Corano presenta molteplici facce, perché, si chiede  invece l’autore, ora vince  la lettura fondamentalista? 

Andrea Nicastro fotografo durante un’offensiva su Kabul

Ne “Gli Altri siamo noi – Perché tradire la democrazia scatena il Jihad”, prefazione di Alex Zanotelli (Rubettino, pagg. 169, euro 18,00) dove rielabora la sua esperienza  di cronista corredata di testimonianze e riflessioni, Nicastro sostiene come  sia anche “merito nostro” se da una costola dell’Islam, cui la storia deve  importanti capitoli di tolleranza,  sia uscito l’Islamismo, un’ ideologia cioè  che ai problemi  di un  territorio  al centro degli interessi  delle superpotenze attratte dai ricchissimi giacimenti di petrolio,  oltre che strategica cerniera  geopolitica fra l’Occidente e l’Oriente,  risponde “alla stregua di ciò che hanno fatto il nazionalismo, il comunismo, il colonialismo, l’imperialismo e tanti altri -ismi più o meno fanatici” , demonizzando l’avversario.

Andrea Nicastro, grande inviato del Corriera della Sera in tutto il mondo

Dunque una deriva  sanguinaria  che  noi,  con la nostra civiltà dei diritti, abbiamo alimentato e alimentiamo  con  una politica imperialistica non fondata  sul rispetto ma  sullo sfruttamento,  non sullo sviluppo , ma su colpi di stato come in Egitto,  insinuandoci nelle divisioni interne dello scacchiere mediorientale  (sunniti e sciiti, Fratelli Musulmani e Isis eccetera) sostenendo  regimi presunti “amici”  come l’Arabia Saudita, coltivando progetti  di “esportare la civiltà”  con l’occupazione militare e le bombe, vedi Afghanistan e Iraq. E la infinita guerra tra Israele  i palestinesi completa il tragico mosaico.

Di qui il titolo del libro:  siamo tutti “Altri”,  non c è dialogo fra culture, economie,  costumi diversi, ma diffidenza, sfida, rapporti di  cieca  forza. E come noi tradiamo la democrazia cercando di imporre un’occidentalizzazione forzata, loro esportano  il Jihad, nel segno delle rivoluzione degli Ayatollah in’ Iran, per Washington lo “stato canaglia”.   Sui due fronti un bilancio dai 2 ai 4,5 milioni di morti  (la macabra contabilità non  può essere più precisa).

Questo   “j’accuse”  che l’Occidente deve rivolgere in primis a se stesso  è il filo rosso che, pur senza fare sconti  al  truculento fanatismo che guida certi regimi e  fazioni islamiche , corre lungo tutte le pagine del volume impostato sul “noi” e “loro”, due muri. 

Andrea Nicastro, autore del bellissimo libro “Gli Altri siamo noi”

Una lunga sequenza di episodi sconvolgenti spesso vissuti in prima persona dal cronista e descritti con efficacia: i fallimenti delle primavere arabe,  il militante ceceno che gli punta il kalashnikov contro la nuca per vedere se l’ “infedele” ha paura di morire  (lui poi  finirà vittima di un attentato kamikaze, tanto era atteso dalle vergini nell’aldilà),  il pizzaiolo del Cairo, tornato in patria dall’Italia, che lamenta i tanti Regeni egiziani di cui “le vostre tv democratiche non parlano”,  gli archivi del terrore precipitosamente abbandonati, lasciando sul terreno scie di mine, da Bin Laden e i suoi telabani, l’essere donna a Kabul.

Queste stesse esperienze  hanno costituito i quadri di una lettura scenica (“Gli Altri. Storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del Jihad)  realizzata da Nicastro  con la collega Francesca Mineo che ora, nella postfazione, scrive: “Da giornalisti ci siamo sforzati di essere noi stessi, tentando di immedesimarci e suscitare nel pubblico quell’empatia cui siamo, in genere, refrattari , attraverso storie singole ignorate dalla cronaca…”.

Magari certe tesi libro si possono non condividere, ma il tentativo di mettere insieme questo sanguinoso magma  è un passo in avanti. E un raggio di luce si accende nelle conclusioni: una via di uscita alla fine si dovrà trovare: “noi”  metteremo in soffitta la politica imperialistica e “loro” l’islamismo, sostiene l’autore A leggere certe pagine  non si direbbe, però speriamo.

Andrea Nicastro, milanese, 55 anni è giornalista, scrittore e sceneggiatore. Da inviato speciale, ha raccontato per il Corriere della Sera le crisi del Kosovo e della Cecenia, le invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq, rivolte e colpi di Stato in Iran, Libano, Turchia e Perù, la tratta dei migranti tra Pakistan ed Europa, le triadi cinesi ad Hong Kong e l’espansionismo economico di Pechino. E’ stato anche corrispondente da Madrid coprendo penisola iberica e Marocco.

Laureato con lode in storia contemporanea, ha studiato a Boulder (Usa) relazioni internazionali e media. E’ suo il primo saggio multimediale italiano da un fronte di guerra: “Nassiriya, bugie tra pace e guerra” (Ed. Riuniti, 2006). Per Rubbettino è invece uscito quest’anno “Gli Altri siamo noi. Perché tradire l’Occidente scatena il Jihad”. Il saggio fa parte di un progetto multimediale che comprende anche lo spettacolo teatrale “Gli Altri, storie di burqa, amore e rabbia nel secolo del Jihad” scritto e interpretato con Francesca Mineo per la regia di Fabio Bettonica.

Raffaele Biglia

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