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Giornata della Memoria, l’Università Statale di Milano ricorda il genocidio degli ebrei
Quando il ricordo diventa una bussola per orientarci nel presente. E per celebrare la Giornata della Memoria, la ricorrenza internazionale dedicata al ricordo delle vittime della Shoah, sono in programma una serie di momenti di incontro e riflessione promossi dall’Università Statale di Milano. In mattinata, in via S. Antonio 12, Gustavo Zagrebelsky apre un convegno dedicato al linguaggio dell’odio nell’Italia fascista e nella Germania nazista, fino ad arrivare ai giorni nostri, con la presentazione delle più recenti ricerche in tema da parte dell’Osservatorio Vox Diritti sul linguaggio dell’antisemitismo sui nuovi media. Tra gli altri, parteciperanno gli assessori del Comune di Milano, Lorenzo Lipparini (Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data) e Cristina Tajani (Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane) e la presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti civili del Comune di Milano, Diana De Marchi. Nel pomeriggio, in Aula Magna, l’Università Statale darà invece voce alle testimonianze con le letture recitate di Paola Rausa tratte dal libro di Ugo Samaja “Autopsia di una vita”, curato dalla storica Silva Bon, che riprende la testimonianza di vita del medico ebreo triestino nell’Italia fascista. Di seguito, sarà presentato il cortometraggio “Viktor Ullmann: biografia di una registrazione”, per la regia di l.Grigoropoulos e M. Aristidou, risultato vincitore nel 2016 al Festival di Salonicco come miglior documentario greco e dedicato alla vita del compositore, pianista e poeta nella Germania nazista. Seguirà il concerto per piano di Maria Garzón e la voce recitante di Alkis Zanis, con l’esecuzione di brani per piano e poesie di Ullmann, tradotte da Silvia Gaddini.e offre uno spunto di riflessione presentando gli scritti di Ugo Samaja, “Autopsia di una vita”, seguito da un cortometraggio su Viktor Ullmann, e un concerto per piano con recita di poesie di Viktor Ullmann.
Ogni anno, nel mondo, il 27 gennaio si celebra la Giornata della Memoria, la ricorrenza durante la quale vengono ricordati 15 milioni di vittime dell’Olocausto – cifra emersa dallo studio dell’Holocaust Memorial museum di Washington – rinchiusi e uccisi nei campi di sterminio nazisti prima e durante la Seconda Guerra mondiale. Sei milioni di queste vittime innocenti appartenevano al popolo ebraico: il loro genocidio viene chiamato Shoah. Ma la Giornata della Memoria non serve solo a commemorare quei milioni di persone uccise crudelmente e senza nessuna pietà ormai quasi 80 anni fa. Serve a ricordare che ogni giorno esistono tante piccole discriminazioni verso chi ci sembra diverso da noi. E spesso noi stessi ne siamo gli autori, senza rendercene conto. Perché il ricordo rappresenta un percorso educativo e culturale, un’esperienza collettiva unica, un circuito di cittadinanza attiva, in cui i giovani devono dissodare la speranza in un mondo plurale, in un mondo in cui la coesistenza delle differenze sia valore aggiunto all’armonia dell’umanità.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Vincenzo Di Dia


