Wednesday, September 09, 2026

Arte & Cultura

Genova, ‘Portoria Quartiere Perduto’ raccontato dalla guida turistica Roberta Mazzucco

Gennaio 11, 2021

“Fra i moin de Piccaprïa che fan stramûo 

ghe n’ëa de casa donde son nasciûo 

ghe son passòu pe caxo stamattin 

ma forse o chêu o guidava o mae cammin 

chi l’é de Zena ou sa perché ‘n magon 

o m’ha impedïo de dî quest’orassion” 

Fra i mattoni di Piccapietra che fan trasloco 

ce ne sono della casa dove sono nato, 

ci sono passato per caso stamattina 

ma forse il cuore guidava il mio cammino. 

Chi è di Genova lo sa perché un nodo in gola 

mi ha impedito di recitare questa “preghiera” 

GENOVA – Così recita una canzone di Gino Pesce, “Piccon Dagghe Cianin”, appunto, parlando di un quartiere, un intero borgo, che ha perduto la sua identità antica per far spazio a nuovi e moderni palazzi, cancellando così interi secoli di storia. Chissà quanti, dei meno eruditi, sanno perché piazza Piccapietra si chiama cosi, perché il nuovo tribunale occupa lo spazio dove un tempo sorgeva l’ospedale di Pammattone, o ancora chi era Balilla, perché su palazzo Pastorino i mascheroni fanno le beffe, e per finire perché l’intero quartiere si chiamava e si chiama tutt’oggi Portoria. Queste e tante altre risposte potranno essere scoperte nel “Virtual Tour” proposto gratuitamente dal Circolo Culturale Fondazione Amon APS, realizzato con la guida turistica autorizzata Roberta Mazzucco, “cicerone” in questo tour, non battuto dai normali flussi turistici, e ospitato sulla piattaforma IZI.Travel all Indirizzo:  https://izi.travel/browse/aad8ff2d-5912-4ca5-a1ac-27a2632d9001/it 

Roberta Mazzucco

L’utente può usufruirne, collegandosi via Web e scorrere le clip, geolocalizate attraverso google maps, ascoltando gli audio declamati abilmente da Roberta Mazzucco. Si potrà utilizzare anche la app izi.travel, scaricandola su proprio smartphone. L’applicazione geolocalizzerà il luogo di connessione, in questo caso Genova, e proporrà una serie di tour, tra cui il “Portoria quartiere perduto”. Si potrà utilizzare anche in questo caso da casa, o recandosi sul posto, passeggiando nei luoghi indicati. L’applicazione, grazie alla geolocalizzazione, farà partire l’audio indicato in ogni punto del virtul tour.                            

Piazza Pammattone

I genovesi amano la propria città in modo viscerale – ci dice nel tour Roberta Mazzucco –  e amano chi riesce a descriverla con la stessa passione. Litania, di Giorgio Caproni, incarna per me l’essenza della Superba e lo fa con un linguaggio che non è genovese nella lingua, ma sicuramente lo è nelle parole. Frasi brevi, parole puntuali, precise, dirette che parlano dei suoi quartieri, dei suoi scorci, dei suoi ricordi, dei suoi profumi, dei suoi colori, dei suoi odori e delle sue atmosfere. Del bello e del brutto. Ma soprattutto di ciò che c’è e di ciò che non c’è più. Ecco, questo sarà il mio compito. Portarvi per mano attraverso una città che tanto ha vissuto e che tanto è cambiata. Farvi vedere con occhi diversi ciò che è sempre davanti a noi ma che spesso ci sfugge. Portarvi in un quartiere che è ma non è più come quello di una volta. Il quartiere di uno scugnizzo, di una donnina che vendeva noccioline, di una santa che non aveva mai aveva abbandonato le persone che di lei avevano bisogno, un quartiere dove si parla il più puro dialetto genovese. Io mi chiamo Roberta, sono una guida abilitata e sto per portarvi alla scoperta dell’Acquasola e del perduto Quartiere di Portoria”. 

Chiesa Santo Stefano

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