Wednesday, September 09, 2026

Cronaca

È morto il giornalista Antonio Risolo, cronista di razza

Maggio 21, 2021

Una notizia che non avremmo mai voluto sentire: è morto il caro collega Antonio Risolo. Aveva 74 anni ed era un cronista di razza. Aveva iniziato la sua carriera negli anni ’70 a Sesto San Giovanni nella mitica redazione di via privata Moroni, alle spalle del Rondò dove sono cresciuti numerosi giornalisti di fama. Successivamente era diventato corrispondente de La Notte da Monza per entrare poi in cronaca quando il giornale del pomeriggio milanese aveva la sede in piazza Cavour. In seguito ha lavorato in altre testate ma la maggior parte della sua carriera l’ha passato al Giornale che oggi lo ricorda con Pierluigi Bonora che scrive:

Il Giornale” piange Antonio Risolo, amico sincero e cronista di razza Antonio Risolo, 74 anni ma sempre un giovincello, che scherzosamente in redazione chiamavo “Banderas”, ci ha lasciati questa notte. Un grande amico, soprattutto, con il quale mi sentivo spesso (l’ultima volta una quindicina di giorni fa per la scomparsa di mia mamma) con la ripromessa di rivederci a Milano una volta vaccinati, e un giornalista di razza, un vero cronista scrupoloso e appassionato nonché amante della nautica, di cui ha curato per anni la pagina dedicata sul suo amato “Giornale”. E sempre in tema di nautica aveva anche creato il sito “Gente di mare”.Cinque mesi fa la scomparsa del figlio Alessandro, 48 anni, dopo un lungo calvario, che ora ritrova tra gli angeli. La figlia Chiara gli è rimasta vicino con amore fino all’ultimo respiro. E a piangerlo sono, con il genero Alessandro, la nuora Grazia e la nipote Ginevra, 10 anni.In questi giorni, seppur sofferente, Antonio ha sempre pensato al lavoro e alla sua pagina in uscita (sarà pubblicata il 25) che aveva ultimato solo pochi giorni prima di aggravarsi. Al “Giornale”, proveniente dalla mitica “Notte”, ha lavorato in Cronaca di Milano come caposervizio e quindi in Economia dove abbiamo condiviso tanti anni.Quante litigate per il tuo vizio di fumare (quando era ancora possibile) e affumicare la redazione (in inverno ti obbligavo a indossare il giaccone perché aprivo le finestre), quanti scherzi ci siamo fatti, quanto brontolare (a volte per un’intera giornata), un tuo classico. Ma soprattutto quanta bontà e umanità, caro Antonio “Banderas”, avevi dentro. Coraggio Chiara, hai avuto un grande papà. E un grande esempio da seguire per la piccola Ginevra.

La direzione e la redazione del Giornalemetropolitano porgono le più sentite condoglianze ai familiari.

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