Poche settimane e uno dei <buchi> più pesanti della sanità lombarda potrà essere in buona parte coperto. La delibera, prima in Italia, appena approvata dalla Regione consentirà infatti ai medici specializzandi del quarto e quinto anno di poter lavorare negli ospedali con maggiore autonomia.. Ciò significa duemila camici bianchi in più nelle corsie a costo zero per i cittadini in quanto gli specializzandi ricevono già una borsa di studio.
“Questo provvedimento che risponde a un bisogno molto sentito – spiega il presidente Attilio Fontana – dimostra ancora una volta perchè la Lombardia insista nella richiesta dell’Autonomia che consentirebbe di sprigionare potenzialità al momento solo parzialmente attuabili”
Un’opportunità, questa, frutto dell’ostinato impegno della Regione che non si è arresa all’impugnativa che nel febbraio 2018 il governo Gentiloni aveva depositato contro questo provvedimento sollevando questione di illegittimità costituzionale. <Alla fine – sottolinea ancora con soddisfazione Fontana – la Corte Costituzionale ci ha dato ragione consentendoci di gestire più autonomamente, già nelle attuali condizioni, singole materie previste dalla Costituzione.
“E’ una prima risposta concreta ai problemi della mancanza di personale – precisa l’assessore al Welfare Giulio Gallera, tra i promotori della delibera con la consulenza del professor Gianvincenzo Zuccotti, presidente dell’Osservatorio regionale della Formazione specialistica, e del medico specializzando Lucia Cococcioni -.Tra poche settimane questi duemila giovani medici potranno così operare con crescente autonomia nelle corsie ospedaliere. Un percorso che prevede comunque degli step regolati dai tutor”.
Importante tener presente che lo specializzando non può essere considerato nel calcolo delle risorse umane assegnate all’unità operativa all’interno della quale viene inserito, per cui questi duemila camici bianchi in arrivo non andranno a discapito dell’assunzione di nuovi medici.
Raffaele Biglia


