Wednesday, September 09, 2026

Economia

Domenica 29 marzo torna l’ora legale

Marzo 26, 2020

Torna l’ora legale. Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo le lancette dei nostri orologi andranno spostate un’ora in avanti. Il cambio dell’ora avverrà precisamente alle 2:00 di notte che diventeranno le 3:00. L’ora legale fu definitivamente adottata in Italia nel 1966, dopo essere stata introdotta come misura per il risparmio energetico durante prima e seconda guerra mondiale. Questo ha permesso un razionamento dell’energia elettrica nelle città martoriate dal conflitto. 

Secondo la scienza il passaggio dall’ora solare a quella legale può influire sull’organismo delle persone, provocando numerosi svantaggi come disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e stress psicologico. Il primo ad abbozzare un’idea di risparmio energetico fu  Benjamin Franklin in un articolo pubblicato sul quotidiano francese “Journal de Paris”. Passò, però, più di un secolo prima che, nel 1907, il progetto dello scienziato e politico statunitense venne ripreso da William Willet, costruttore francese. In questo caso  la nuova proposta trovò più consensi dovuti alla situazione di grandi ristrettezze economiche che la guerra procurò da lì a breve. Così nel 1916 la Camera dei Lord inglese diede il via libera per quello che poi sarebbe diventato il cambio per l’ ora legale. Inizialmente lo spostamento in avanti delle lancette avvenne in estate. Molti studi confermano che il cambiamento dell’orario influisce sull’umore ancor di più dell’instabilità meteorologica tipica della primavera.

L’ora legale resterà in vigore fino all’ultima domenica di ottobre, quando bisognerà spostare di nuovo le lancette. In realtà, da quest’anno, si sarebbe dovuto porre fine a questa convenzione. Il Parlamento europeo nel 2019 ha infatti sostenuto la fine del passaggio dall’ora solare a quella legale, lasciando però agli Stati membri dell’Unione la libertà di decidere se mantenere o meno il cambio dell’ora. Tuttavia, nel mese di giugno dell’anno scorso il Governo italiano ha depositato a Bruxelles, sede del Parlamento europeo, una richiesta formale per mantenere intatta la situazione.

Diego Mandarà

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