
Chi entra nelle sale di Palazzo Reale a Milano pensando di trovare una esposizione di quadri o sculture è in errore. La mostra, dedicata a Bill Viola, offre l’occasione di vedere le creazioni del più famoso videoartista del mondo contemporaneo. Per capirlo bisogna, però, non avere fretta perché ogni singola rappresentazione si compone lentamente con un procedimento simile a quello usato nei documentari naturalistici che, con la tecnica dello slow motion, cioè, del rallentatore, riescono a far vedere lo schiudersi di un fiore, petalo dopo petalo.
Nel caso di Bill Viola, americano di New York nato nel 1951, molte rappresentazioni si rifanno a capolavori dell’arte italiana quattro/cinquecentesca come, ad esempio, “Il saluto“ ispirato da “La Visitazione” del Pontormo. Tre attrici occupano la scena con abiti moderni, dai colori vividi, rosa, gialli, azzurri come quelli che avevano suscitato l’ammirazione di Viola in occasione del suo incontro con i dipinti del Pontormo visti a Firenze intorno agli anni Ottanta.
E che dire di “Emersione“ che, nell’arco di dieci minuti, racconta la deposizione, secondo Bill Viola, traboccante di dolore e di pietà proprio come la straordinaria pittura di Masolino nel “Cristo in pietà “ conservata alla Collegiata di Empoli.

Passato e presente nelle performances create da Bill Viola: chi guardando “The raft“ del 2004, non vedrà i corpi, i volti, gli sguardi delle tante vittime travolte dalle acque del mare o da inondazioni catastrofiche?
Oppure davanti ai quattro quadri della serie “Martyrs” non penserà alle morti atroci cui vanno incontro, in tutto il mondo, uomini e donne che combattono per restare fedeli ai propri ideali? Un tema molto sentito da Bill Viola che alla religiosità, alla spiritualità, alle domande universali sulla vita e sulla morte ha dedicato un mondo poetico in movimento, potente e coinvolgente.
Una mostra, che resterà aperta fi o al 23 giugno 2023, da non perdere con una sollecitazione: poiché il pubblico, non sempre di giovani, ha difficoltà ad assistere in piedi al compimento delle scene, le sale vanno dotate di sedute possibilmente comode.

Alessandra Rissotto



