Dedicarsi a un’arte è una grande scommessa. La precarietà e l’incertezza sono rischi che si accettano e la volontà di fare della propria passione un lavoro è una dimostrazione di coraggio.
Tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria Covid-19 ci sono loro, gli insegnanti di danza, una realtà da sempre poco considerata nell’ economia del Paese. In tempi di pandemia, però, è stata una delle realtà più colpite.
Stop a scuole e teatri, sospensione di ogni sorta di spettacolo. Questi gli interventi, noti da settimane, per frenare l’aumento dei contagi che trascinano il mondo della danza verso uno scenario spaventoso.

“Tra le lezioni in palestra e quelle dietro uno schermo c’è un abisso. La danza è una disciplina che richiede contatto. Avverto il bisogno di correggere le mie allieve quando sbagliano e a distanza è molto difficile, se non impossibile.” Queste le parole di Rossana Palmitessa, insegnante di danza a Pregnana Milanese, comune alle porte di Milano.
“A marzo e aprile ho tenuto solo lezioni on-line per poi procedere, durante l’estate, alla ristrutturazione per ampliare la sala e garantire tra gli allievi il distanziamento di 2 metri. Sempre 2 sono i metri di distanza alla sbarra. Nello spogliatoio ognuno ha il proprio posto, rigorosamente rispettato. L’entrata in palestra è consentita in ordine alfabetico previa misurazione della temperatura. Al termine di ogni lezione disinfetto il pavimento e tutti gli attrezzi.” A nulla sembra essere valso l’impegno di Rossana, e di tanti altri insegnanti di danza, per trasformare le palestre in luoghi sicuri nel pieno rispetto delle misure di sicurezza.

La preoccupazione di Rossana è rivolta anche alle sue allieve che, come molte altre ragazze in Italia, non potranno non uscirne danneggiate. “Le lezioni di danza telematiche possono andare bene ad un professionista, ad un ballerino che sa già gestire il proprio corpo – dice Rossana – non possono andare bene per allievi in formazione, con il corpo ancora in fase di crescita.”
Rossana spera solo di poter tornare a danzare con le sue allieve e invita l’Italia intera a rendersi conto che le scuole di danza possono essere luoghi sicurissimi perché “siamo ballerini, rispettiamo perfettamente le regole, la nostra stessa vita è disciplina.”
Federica Cozzi


