Dire, come fa il ministro degli Esteri Di Maio che “l’Italia esige rispetto” è naturale per un rappresentante del governo. Però dimostra che questo rispetto è in forse.
Giusto indignarsi per il pessimo spot televisivo francese con un pizzaiolo italiano che sputa sulla pizza e diffonde il Covid-19. Un po’ meno motivata la protesta perché adesso la Cina mette in quarantena gli italiani in arrivo: l’abbiamo fatto noi un mese fa (che sia servito o no è tutto da discutere) e il governo di Pechino si era anche risentito. Adesso ci ripaga con la stessa moneta. Come dire, “chi è immune da virus, scagli la prima pietra”.
Quello che però ci squalifica è l’incoerenza. Possibile che il calcio sia più vitale e indispensabile della scuola e dell’università? Ci siamo persino inventati le partite a porte semi-aperte: curve degli stadi che accolgono tutti, purché non vengano da Lombardia, Veneto ed Emilia. Il pallone non può mancare, l’istruzione sì. Ecco l’immagine dell’Italia.
Che dire? Il rispetto è una merce preziosa; non si compra e non si regala. Bisognerebbe conquistarselo.
Marco Volpati


