MILANO – È ormai ben noto quanto il Covid-19 abbia piegato anche il mondo del calcio, in difficoltà nella programmazione di un ipotetico calendario e nella gestione dell’emergenza economica e finanziaria.
Più passano i giorni e più diventa complesso, se non impossibile, stabilire come, quando e se riprendere i massimi campionati Europei. La Uefa ha dato la sua disponibilità nel procedere oltre il 27 giugno, data inizialmente stabilita per la finale di Champions League. Questa possibilità è ciò che più sembra venire incontro alle volontà delle diverse federazioni di finire i campionati. Proprio il presidente della Figc Gabriele Gravina ha ribadito in una recente intervista radiofonica che l’obiettivo resta quello di finire i campionati anche a luglio e ad agosto: “Io per cultura mi arrendo con grande difficoltà. Fino a quando avrò la possibilità, conserverò la speranza di far ripartire i campionati”, le parole del presidente.
È dunque sempre più tangibile la possibilità che i giocatori, almeno per quest’anno, non vadano in vacanza e continuino a giocare sotto il sole cocente dei mesi più caldi. Qualora quest’ipotesi divenisse realtà rimarrebbe comunque il problema della stesura di un calendario: partite di campionato nei weekend e coppe con turni infrasettimanali? Finire tutte le partite di campionato e, solo in un secondo momento, giocare quelle di coppa? Accorciare i tempi? Gli scenari possibili sono numerosi e diversi, soprattutto in un momento in cui l’incertezza regna ancora sovrana.
È invece certo il rinvio dei Giochi Olimpici di Tokyo al 2021, è la quarta volta nella storia. La notizia era stata già anticipata dal premier giapponese Shinzo Abe per poi essere ufficializzata dal Comitato olimpico internazionale tramite un comunicato: “I Giochi sono rinviati al 2021, non oltre l’estate, per salvaguardare la salute degli atleti e di tutti i partecipanti”. Si tratta di un provvedimento tanto drastico quanto, però, atteso ormai da giorni. Canada, Stati Uniti e Australia si erano già schierati per il rinvio. Il team USA aveva infatti chiesto, tramite un comunicato, il rinvio dei Giochi: “È più chiaro che mai che il percorso verso il rinvio è la migliore soluzione e incoraggiamo il Cio a prendere tutte le misure necessarie per garantire che i Giochi possano essere condotti in condizioni sicure ed eque per tutti i concorrenti.”
Rinvio non è però sinonimo di ‘problema risolto’ e restano da riprogrammare altri impegni sportivi del prossimo anno come i Mondiali di Atletica e di Nuoto. La torcia olimpica rimane nel frattempo in Giappone nella speranza globale che il 2021 arrivi al più presto e possa cancellare questa triste pagina della nostra storia.
Federica Cozzi


