“Ave, Carsar. Morituri te salutant”. Al via il progetto per costruire una piattaforma che ripristinerà lo spazio dell’arena al centro del Colosseo, a Roma, sopra alle strutture murarie dei sotterranei attualmente scoperti. La piattaforma, secondo il Ministero, contribuirà alla conservazione del monumento e lo doterà di un’arena utilizzabile durante eventi culturali e visite turistiche. Il progetto, per il quale sono stati stanziati 18,5 milioni di euro, fu avviato nel 2015 con estese indagini preliminari per capire quale fosse il tipo di intervento più efficace. Lo scorso dicembre, è stato poi pubblicato il bando di gara, vinto dalla società Milan Ingegneria, che in passato si era occupata spesso di restauri e recuperi di palazzi storici come lo Spedale degli Innocenti di Firenze e Palazzo Turati a Milano. La nuova piattaforma del Colosseo sarà una struttura piuttosto complessa, costituita da pannelli di fibra di carbonio rivestiti in Accoya, un particolare tipo di legno lavorato in modo da renderlo più robusto e resistente alle intemperie, motivo per cui viene utilizzato spesso per rivestimenti esterni. Alcuni pannelli potranno essere ruotati e mossi lungo il telaio quasi “a scomparsa”, così da rendere visibili gli ambienti ipogei, cioè quelli inferiori al piano di quella che una volta era l’arena.

Probabilmente il monumento più famoso al mondo e simbolo della grandezza di Roma, l’Anfiteatro Flavio, meglio conosciuto con il nome di Colosseo, per la colossale statua in bronzo raffigurante Nerone che si trovava nelle vicinanze, si innalza nel cuore archeologico della città, e da quasi duemila anni racconta una storia ininterrotta di fascino e magnificenza. Voluto dall’imperatore Tito Flavio Vespasiano, che per edificarlo scelse la zona compresa tra i colli Palatino, Esquilino e Celio, precedentemente occupata dal laghetto artificiale della Domus Aurea di Nerone, è il simbolo dell’Urbe. La sua costruzione iniziò nel 70 d.C. e terminò nell’80 d.C. sotto l’impero di Tito, figlio di Vespasiano. I lavori durarono qui di dieci anni, e per l’inaugurazione furono sacrificate 500 belve in 100 giorni di festeggiamenti. Con Domiziano, successore di Tito, si costruirono i sotterranei in muratura e moltissimi furono i restauri nel corso dei secoli, soprattutto a seguito di vari e violenti incendi. L’ultimo spettacolo di cui abbiamo notizia si svolse nel 523 d. C. Un tempo si poteva accedere all’interno dalle arcate al pianterreno che davano accesso ai vari settori interni della cavea (spazio destinato agli spettatori) e ogni posto era contrassegnato da un numero riportato sul biglietto d’ingresso (tessera; in realtà l’ingresso era quasi sempre gratuito). Esisteva l’ingresso d’onore per la tribuna imperiale e altri per le personalità – magistrati, Vestali, Sacerdoti.
“Credo che il nuovo progetto sia un insieme di tutela, conservazione intelligente e innovazione tecnologica – ha detto il ministro della Cultura Dario Franceschini -. La piattaforma si potrà calpestare stando al centro del Colosseo, vedendo il Colosseo come l’hanno visto tutti i viaggiatori fino alla fine dell’Ottocento”.



