Economia
“Chiusura filiali no grazie”, i cittadini preferiscono il contatto diretto con gli operatori bancari
Un’indagine elaborata dall’istituto di ricerca Lab 21.1 ha evidenziato che nove persone su dieci sono insoddisfatte dalla chiusura degli sportelli bancari nel proprio comune e ritengono utile parlare con un operatore bancario. Otto su dieci sostengono che sarebbe diverso se lo sportello bancario chiudesse e fosse sostituito da un bancomat. Inoltre per sette su dieci la prossimità bancaria influisce sulla propensione all’investimento in prodotti finanziari. Quindi gli italiani sono contrari alla chiusura delle filiali secondo la ricerca svolta da Uilca. Il rapporto ha raccolto sul territorio nazionale 2870 interviste e per le regioni Lombardia, Liguria Piemonte e Valle d’Aosta sono state ascoltate 535 persone. Il segretario generale dell’Uilca, in merito ai risultati del rapporto “Chiusura filiali no grazie”, ha evidenziato di essere molto soddisfatto dell’esito della Campagna Chiusura Filiali, No grazie che come Uilca abbiamo portato avanti in tutto il 2023. “L’iniziativa – ha spiegato Furlan – è stata pensata e attuata partendo dalla convinzione che la chiusura degli sportelli bancari costituisca un problema di cui è necessario tutti prendano coscienza per gli effetti negativi che produce sotto il profilo sociale, economico e di legalità”.
“I dati che abbiamo raccolto in Lombardia – ha sottolineato Lucia Peveri, segretaria generale Uilca Lombardia – evidenziano il malessere e le numerose criticità derivanti dalla chiusura delle filiali bancarie, chiusure in costante aumento”.
In merito a questo tema il ministro delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, nel corso di un question time alla Camera aveva messo in evidenza il fatto che la progressiva chiusura degli sportelli bancari “riguarda tutto il territorio europeo e ha diverse cause, tra le quali le mutate strategie industriali e di contenimento dei costi degli intermediari e la digitalizzazione del mercato bancario e finanziario. E’ ancora oggetto di dibattito se la chiusura degli sportelli abbia un impatto negativo significativo sull’offerta di servizi finanziari come il credito posto che, in un mercato competitivo e largamente digitalizzato, questa domanda può essere soddisfatta anche da intermediari non bancari o tramite il ricorso a canali elettronici”.
“Tuttavia, il ministero dell’Economia. – ha concluso Giorgetti – Con la Banca d’Italia e altre amministrazioni competenti, sta valutando possibili proposte per limitare, nel rispetto delle scelte imprenditoriali degli intermediari e dei vincoli della regolamentazione europea, gli effetti negativi del fenomeno e per preservare la possibilità dei clienti più vulnerabili di accedere al contante e altri servizi bancari e finanziari essenziali”.


