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Arte & Cultura

“Atene, epifanie sospese”: i segreti della capitale greca in un libro di Anna Alemanno

Gennaio 29, 2020

Un inno alla classicità. Un itinerario dentro la civiltà che è alla radice del nostro Occidente multiculturale, laico, illuminista. Questo è “Atene. Epifanie sospese. Cahier di viaggio”, il libro fresco di stampa che la giornalista Anna Consilia Alemanno ha pubblicato per Historica Edizioni (Roma 2019, pp. 142, euro 12).

L’autrice attraversa Atene catturandone l’essenza: lo spirito, l’umanità, i colori, gli odori. Si lascia pervadere da qualunque cosa attiri la sua attenzione. Penetra i sacrari di una terra arcaica, eterna, mediterranea, restituendone l’etica e l’estetica. Illuminata e maledetta, Atene è una città piena di enigmi e alchimie.

Anna Alemanno

Il libro è un percorso che lambisce arte, letteratura e teatro. È un viaggio negli archetipi del mito, nella storia delle nostre istituzioni. Atene, crogiolo del pensiero filosofico, fucina di valori sacri agli Dei come la tolleranza e l’ospitalità, ci insegna come ricevere il diverso e farlo diventare un tratto arricchente e distintivo della nostra identità.

Era stato Baudelaire, maestro della modernità, a introdurre in letteratura la figura del flâneur: l’uomo che ama smarrirsi nelle vie cittadine, mescolandosi alla folla, in modo da poterne studiare i tipi e osservarne i movimenti.

Quello di Baudelaire, però, era un perdigiorno che oziava senza meta. Anna Alemanno invece attraversa le strade perché prova un gusto semplice, naturale, mai morboso, nell’esplorare i luoghi e la loro umanità. Bizzarra guida la sua “Atene”: non un manuale per turisti, ma un breviario minimo per viaggiatori. Con la curiosità di abbracciare, mediante uno sguardo stregato, le persone come massa e come individui, ciascuna con la propria valigia di esperienze.

In effetti l’anima di una città è nascosta in quella dei suoi abitanti. Come uno specchio, meglio di un mosaico, quelle facce si sovrappongono, restituendo i tratti distintivi di una realtà. “Atene”, è l’autobiografia di una capitale europea con lo sguardo verso Oriente, come l’impero di Alessandro il Macedone, come la Magna Grecia, come le chiese del passato la cui abside era rivolta a Est.

Congiunta voluttuosamente a quel mondo, persa dietro le proprie suggestioni, la scrittrice va incontro alla città e vi passa attraverso, facendo tabula rasa di ogni pregiudizio ma anche di ogni aspettativa. Nel labirinto di vicoli e vicoletti, Anna Alemanno si sporca di cielo e di stelle. Addentrandosi tra gli ateniesi, si dirige verso il Partenone, punta l’Olimpo, dà del tu alle sue divinità. Atterra nel profumo delle arance e degli ulivi con sguardo affascinato. Finisce per trovare, fra marmi bianchi e vestigia di un passato glorioso, l’ineffabile rumore della vita.

La sensazione che resta è che l’autrice accompagni ciascuno di noi non tanto in un viaggio verso l’ignoto e il mistero, sulla scorta di Ulisse, ma piuttosto dentro un percorso di appropriazione di sé. Le “epifanie” del titolo sono rivelazione della nostra essenza più rara. “Atene” è pertanto un ritorno, non un’evasione. È l’esplorazione attenta della prima realtà, verso le sorgenti eterne dell’esistere.

Vincenzo Sardelli

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