Wednesday, September 09, 2026

Arte & Cultura

Arriva “L’insolenza e l’audacia”, il libro di Massimo Gatta sul disordine – necessario – delle nostre biblioteche

Giugno 10, 2021

Un libro. Tanti libri. Quindi, una biblioteca. E come deve essere una biblioteca? Ordinata per autore, editore, altezza o magari colore? Oppure è meglio lasciare i libri progressivamente accumularsi in casa in un disordine creativo? Di piatto, in doppia fila, in alte pile traballanti che dal pavimento anelano, come stalagmiti cartacee, verso l’alto? Se si appartiene a questa seconda categoria, il testo di Massimo Gatta è la guida ideale perché farà scoprire (con dovizia di riferimenti puntuali ed eruditi) che nella storia della bibliofilia – o della bibliomania – si è tutt’altro che soli: da Zenodoto a Naudé, da Borges a Roberto Calasso a Karl Lagerfeld, molti si sono interrogati sull’organizzazione ideale, o sull’altrettanto ideale disorganizzazione, della (propria) biblioteca e sovente si sono arresi all’evidenza che il vero piacere di chi ama i libri sta proprio nel disordine, in quell’anarchia incontrollata nella quale i volumi amano perdersi, nascondersi, prendersi gioco di voi a non essere ritrovati, o a esserlo quando ormai non ne abbiamo più bisogno. “Molto meglio quello falsamente casuale, l’effetto spettinato, lo scompiglio studiatissimo – recita l’introduzione di Luigi Mascheroni -. Si chiama disarmonia prestabilita: la biblioteca irresistibile e una bottega di trouvailles di carta, il magazzino di un bouquiniste, il tavolo da lavoro di Giovanni Testori, la casa-studio di Vanni Scheiwiller, la kasbah paesana di Casiraghy… Sembra disordine, invece e pura armonia. Tenetevi le vostre librerie suddivise per aree culturali. Dividetele voi le letterature italiane, francesi, tedesche, ispano-americane… Separate voi i classici greci e latini dalla Poesia, la grafica dalla critica, dividete pure il Sapere in materie scolastiche (storia, filosofia, scienze, arte, teatro, cinema… che noia). Lasciamo a voi gli ordini alfabetici, per autori, cronologici, cromatici (quegli orribili scaffali Adelphi a colori pastello digradanti dal verde inglese all’avorio… quelle infilate di Blu Sellerio!, quelle file cadaveriche di Supercoralli Einaudi). Raggruppateli voi i libri secondo il formato o l’editore, che fa tanto rivista d’arredamento, o per aree semantiche, che fa molto professoressa democratica, o per altezza (!), che vi fa dei nani della sacra arte del disordine libresco. Lasciatemi al mio perfetto disordine. Lasciatemi alternare – studiatamente – libri più alti a libri più bassi, file di taglio ad altre di piatto, lasciatemi accumulare libri sui libri, accanto ai libri, sotto i libri, nietzschianamente Al di là dei libri e del bene e del male, Barion editore, 1924, copia ingiallita e un po’ macchiata… Lasciatemi al mio unico metodo, che e non averne, procedendo assolutamente a caso”.

Massimo Gatta (Napoli, 1959) è bibliotecario dell’Università degli Studi del Molise e studioso di editoria del Novecento, tipografia privata e bibliografia. Ha collaborato al supplemento domenicale de Il Sole 24 Ore, scrive su numerosi periodici di settore e per l’editore Palladino ha diretto la Collana “Dat – Documenti d’Arte Tipografica”. È inoltre direttore editoriale della casa editrice Biblohaus, specializzata in bibliografia e bibliofilia, e autore di circa 500 pubblicazioni. Con Graphe.it ha pubblicato la Breve storia del segnalibro.

Alessandra Pirri

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