Sono stati molti i giornalisti che negli anni Sessanta hanno cominciato la loro pratica giornalistica nella redazione de “Il Nuovo Informatore” il settimanale di Sesto San Giovanni fondato e diretto da Rino Felappi, il nostro direttore che nei giorni scorsi ha dovuto arrendersi al virus bastardo. Tra questi Pantaleone Sergi, giornalista e scrittore di grande spessore oggi in pensione ma già grande inviato speciale di Repubblica. Anche lui che vive in Calabria ha voluto ricordare il suo primo Direttore inviandoci questo ricordo.
Se ne è andato il mio primo direttore, che tristezza. Se ne è andato chi per primo mi ha incoraggiato, stimolato, mi ha detto stringi i denti e vai avanti, ché il giornalismo è questo, è passione ed è dedizione. Nella mitica redazione de “Il Nuovo Infornatore” di via Fratelli Bandiera a Sesto San Giovanni, misi piede ch’ero ancora uno studentino, un giovanotto di belle speranze arrivato dalla lontana Calabria. Rino Felappi mi accolse come può fare solo un maestro. Scrivere su quel settimanale, la mia prima palestra, mi sembrò la cosa più bella del mondo. Viaggiavo tra le stelle e avevo compagni di viaggio splendenti e disponibili. E se Giuseppe Gallizzi fu il mio mentore, non solo in quella occasione, e mi regalò i rudimenti del mestiere, Rino fu colui che mi diede le prime “lezioni” di vita professionale. Gli piacevo. Mi piaceva. Quel suo sorriso sornione, quella padronanza del mestiere, quel suo modo di rapportarsi da pari a pari con uno come me appena approdato nel mondo del giornalismo, confesso, ancora oggi mi creano una indicibile emozione. La vita mi ha portato lontano da Sesto San Giovanni, da via Saint Denis dove abitavo, da via Rovani, da via Fratelli Bandiera, dal Rondò e dallo “storico”, minuscolo, Bar Decio. E nella corsa affannosa di una professione che ti assorbe totalmente, Rino lo persi di vista senza mai dimenticarlo. C’è un titolo dell’«Informatore», in testa a un suo articolo di una chiarezza inimmaginabile, che per la sua espressività mi torna sempre in mente, con il quale criticava i nuovi responsabili del traffico a Sesto: «Sensi vietati e giri dell’oca». Un titolo e un pezzo da manuale. L’ho rivisto, Rino, dopo alcuni decenni, nella sua giovanile tarda età, ancora attivo, lucido e amante della vita (e della velocità… in autostrada) nella sede Consiglio nazionale dell’Ordine del Giornalisti a Roma. E abbiamo ricordato assieme qualche episodio del breve comune passato. Poche ore, alla resa dei conti. Ma tante per riannodare il presente al passato e raccordarlo al futuro. Rino se ne è andato. Se ne è andato perché la vita finisce. Ma non si porta via il ricordo per una persona così speciale. Ciao Rino.




Pantaleone Sergi
Già inviato speciale di “Repubblica”


