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Alla presenza del presidente Sergio Mattarella Milano ricorda il cinquantenario della Strage di Piazza Fontana
MILANO – Milano ha ricordato il cinquantenario della Strage di Piazza Fontana con diverse manifestazioni che hanno visto la presenza del capo della Stato Sergio Mattarella. Prima della sfilata partita da piazza Venezia per raggiungere piazza Fontana, a Palazzo Marino le autorità di Milano hanno accolto il presidente della Repubblica dove si è svolto un consiglio comunale straordinario. In questa occasione il sindaco di Milano Giuseppe Sala nel suo discorso ha ricordato gli eventi.
“Cari concittadini milanesi, Il 12 dicembre è una data che nessun milanese potrà mai dimenticare. La strage di piazza Fontana è un momento fondamentale della storia cittadina. Per la nostra comunità rappresenta un’occasione di dolore, di ricordo e di solidarietà. Per le persone che hanno perso la vita, per i feriti. E per i loro familiari, ai quali ogni milanese si stringe commosso. Vorrei subito rivolgermi al presidente e a tutti gli iscritti dell’Associazione Familiari Vittime di piazza Fontana per ringraziarli, a nome di tutti i milanesi che ho l’onore di rappresentare. La nostra gratitudine è immensa verso il vostro impegno civile e morale, che ha favorito la consapevolezza su questa orribile strage. La vostra opera di memoria e di ricerca della verità è indispensabile, perché non può esistere libertà senza verità, come non c’è democrazia senza giustizia. Una verità e una giustizia che mancano ancora, a cinquant’anni da quelle bombe che hanno ferito Milano.

Milano è stata la prima città italiana a esser offesa dallo stragismo fascista. Nessun milanese potrà dimenticare il rumore della deflagrazione, le urla di dolore, i fumi arrivati a coprire il Duomo. La pietà, la solidarietà e la ricerca della giustizia spinsero la nostra comunità a unirsi in un abbraccio nel giorno dei funerali. Nonostante il dolore i milanesi furono in grado di ritrovare fraternità e vicinanza nel saluto religioso alle vittime, stretti l’uno vicino all’altro in una piazza Duomo mai così piena. Di sconforto, ma anche di amore verso il prossimo perduto, e in un silenzio che valeva più di qualsiasi parola per condannare la strage.

Le immagini di piazza Duomo stracolma fecero il giro d’Italia e del mondo, ricordando a tutti che Milano non si sarebbe piegata e avrebbe sempre protetto e ricordato i suoi fratelli appena caduti. All’ingresso del Duomo campeggiava un cartello: «Milano si inchina alle vittime innocenti e prega pace». Una testimonianza ancora attuale, come l’omelia dell’arcivescovo Colombo. Il nostro cardinale riportò le parole di due feriti gravi. Il primo gli disse: “Fu una cosa orrenda: ma io preferisco averla subita, piuttosto che averla fatta ad altri”; l’altro lanciò un appello che aveva come primi destinatari le forze politiche: “Così non va. Fate subito qualcosa per cambiare questo mondo.”

Piazza Fontana diede avvio a una delle stagioni più terribili della storia italiana. Milano e l’Italia persero l’innocenza, come hanno sottolineato gli storici, a causa delle bombe esplose qui vicino. Una strategia omicida mirata a spegnere con il sangue le richieste di modernizzazione delle lotte degli anni sessanta. E a sovvertire l’esito della Resistenza, la sconfitta della dittatura e l’avvio della democrazia repubblicana. Una ferita alla democrazia che ancora sanguina, perché dopo 50 anni lo Stato non è stato capace di definire una verità su quella strage. Un peso e una tristezza, come hanno sottolineato in più occasioni Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, predecessori del Presidente Mattarella, che oggi ci onora con la sua presenza. Un peso e una tristezza cresciuti anno dopo anno per l’incapacità di fornire una verità che rendesse giustizia ai morti, permettendo alla società di andare oltre. Un peso e una tristezza per Milano come per l’Italia, colpita troppe volte dal terrorismo dopo piazza Fontana.

Milano è per vocazione e per convinzione una città accogliente, aperta, solidale e tollerante, umanista. Caratteristiche secolari che hanno aperto ancora di più la ferita di piazza Fontana. E hanno reso più difficile accettare le ingiustizie che ne sono seguite. Io penso che la buona politica debba sempre cercare di fare i conti con la Storia e penso anche che chi rappresenta la comunità milanese debba scusarsi verso Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli per la loro persecuzione. Un sentimento di grata memoria che vale anche per il commissario Luigi Calabresi, un servitore dello Stato ucciso dopo una campagna d’odio offensiva verso la democrazia.

La commemorazione del cinquantesimo anniversario di piazza Fontana ci ricorda quindi come la memoria sia giustizia ed esercizio di etica civile. Quotidiano, perché abbia il senso di omaggiare i caduti e non rendere vano il loro sacrificio. Milano sarà sempre al loro fianco, come è stato fatto in passato e come sarà anche nel futuro di questa città.
Milano la ringrazia per la sua presenza, signor presidente, e prende l’impegno di costruire una società più equa che trovi nella libertà, nella giustizia e nella sua apertura al mondo la strada per contribuire a una pace che sappia opporsi all’orrore della Strage di piazza Fontana.

Noi lavoreremo a questo avendo fede nel fatto che lo splendido gesto dell’incontro e dell’incrocio degli sguardi tra Gemma Capra Calabresi e Licia Rognini Pinelli (non a caso due donne, due splendide donne) possa essere di sprone per vivere un nuovo futuro guardando ad occhi aperti il nostro passato.
Il Male non avrà mai la meglio perché la violenza perde, perde sempre di fronte alla forza di un popolo che nella sua memoria viva trova il senso del suo futuro. Noi, a Milano, siamo così.

“E’ uno dei fatti che hanno segnato la vita democratica di questo Paese”. E’ partito da questa considerazione, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, rispondendo ai giornalisti, a Palazzo Marino, sede del
Comune di Milano, prima del consiglio comunale straordinario organizzato in occasione dei 50 anni dall’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, al quale ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Credo – ha proseguito Fontana – che non si debba mai dimenticare, ma tenere viva memoria per evitare che episodi così si possano ripetere, innanzitutto per difendere la democrazia e la libertà. La presenza del presidente Mattarella è particolarmente importante e ha dato un significato ancora più forte a questo momento e a questa comune presa di coscienza”.


