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Attualità

Alicudi, sotto la Luna piena di settembre prende il via Walking on the Moon III, alla scoperta dell’isola più selvaggia delle Eolie

Settembre 03, 2020

Quando l’estate, si porta nel cuore. In barca. Sotto la luna. E non finisce mai, l’estate delle Isole Eolie. Ai nastri di partenza, sotto la pallida luce del nostro Satellite, Walking on the Moon III di Alicudi, un evento sorpresa che, dal 4 settembre al prossimo 6 settembre, sfiorerà gli animi dei gitanti di settembre. Un percorso sotto la luna piena del mese che segna la fine della stagione più bella e l’inizio dell’autunno. Dall’alba al tramonto, quando – come su una leva perfetta, nel momento in cui il sole va a riposare – sorge la Luna, e il cielo con il suo arcobaleno di blu e rosso stupisce gli occhi. E così, Alicudi ruberà per sempre il cuore dei presenti. Un’esplorazione dell’isola, dunque, a cavallo delle mulattiere, superando scale più o meno facili ma mai difficili o estreme. Perché Alicudi non ha strade. Ma soprattutto, un tour senza fretta, perché la vita delle Eolie non conosce la fretta. per godere dei dettagli. Per incontrare la gente del luogo. Per assaggiare il pesce appena pescato e le ricette tradizionali sapientemente preparate. Un connubio di pace e natura.

Alicudi

Anticamente nota come Ericusa, (dal greco antico Ἐρικοῦσα per l’abbondante presenza di piante di erica), Alicudi è la più solitaria delle Eolie. Ultima a essere abitata, affonda le radici della propria storia in millenni di conquiste, razzie e schiavitù, ma si differenzia, insieme a Filicudi, per non essere legata strettamente alle vicende storiche di Lipari. Le prime testimonianze rinvenute risalgono all’antica età del bronzo (18° – 16° sec. a.C.). I resti sono stati portati alla luce nella zona del porto adiacente allo scoglio Palumbo e in cima al Filo dell’Arpa. I rinvenimenti di numerosi utensili, ritrovati nel 1975, fanno dedurre che i primi abitanti erano dediti alla pesca e all’agricoltura. Numerose sono le testimonianze dell’età romana. Sono state trovate nei fondali marini moltissime ceramiche. Alicudi assunse, probabilmente, un importante ruolo di scalo per il commercio e per i collegamenti con la Sicilia occidentale, in particolar modo con Palermo. I rinvenimenti di maggior fascino sono dei sarcofagi in pietra lavica risalenti al 4° sec. a.C. contenenti delle maioliche in perfetto stato di conservazione. La posizione isolata e l’esiguo numero di abitanti rese Alicudi una ghiotta preda per i banditi che seminarono morte, distruzione e attuarono la brutale deportazione degli abitanti, venduti come schiavi. Il timore degli abitanti e i frequenti saccheggi spiegano la morfologia del centro abitato. Quest’ultimo era situato a 350m di altezza presso la contrada di San Bartolo, dove sorge l’antica chiesetta riedificata nel 1821 sui resti della seicentesca sacrestia. Un’altra testimonianza del timore di possibili incursioni è la presenza di una fortificazione naturale che venne chiamata Timpone delle femmine. Una zona impervia, dove donne e bambini si rifugiavano in caso di incursioni. I predoni e i corsari portarono quest’isola quasi all’abbandono. Un’isola impervia, Alicudi. Di storie non tramandate, ma raccontate oralmente. Ed ecco il racconto del cane bianco che si aggirava sull’isola, della signora vestita di bianco che parlava una lingua strana, dell’uomo con la pipa che vedevano tutti sempre allo stesso punto, delle donne che bevevano un’acqua magica ed erano in grado di volare fino a Palermo. Di questi racconti, che sfumano fra storia e leggenda, fra presente e passato, qualcuno ha provato a dare una spiegazione logica: il pane dell’isola fu contaminato dalla segale cornuta. In effetti, è credibile che, soprattutto in periodi di guerra e carestia, ad Alicudi sbarcassero provvigioni di segale contagiata dal parassita delle graminacee detto Claviceps purpurea o Ergot, che nella segale forma degli sclerozi simili a cornetti. La preparazione del pane dalla segale cornuta può causare, ingerita in grandi dosi, una malattia anche nota come ergotismo, che ha provocato diverse epidemie mortali nell’Europa del Medioevo. L’assunzione di segale cornuta in dosi minori, però, non porta alla malattia e alla morte, ma all’alterazione dello stato di coscienza che causa allucinazioni e stati di delirio. Infatti, è proprio dalla segale cornuta che si ricava in laboratorio l’lsd, l’acido lisergico di Huxley e Hofmann che sviluppa le capacità analogiche del cervello rispetto a quelle della razionalità logica, causando allucinazioni visive ed uditive. Possibile, dunque, che le mahare di Alicudi fossero in realtà antesignane del movimento hippy e avessero già aperto, involontariamente, le proprie porte della coscienza.

Alicudi

L’escursione Walking on the Moon III in Alicudi, è organizzata da Walking Eolie&Sicily di Catania. Per maggiori informazioni e prenotazioni chiamare il +393496419964 o scrivere a [email protected].

Alessandra Pirri

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