Thursday, September 10, 2026

Società

Adulti e Bambini – Si comincia dal principio

Marzo 05, 2022

Prosegue la serie di articoli a cura di Federica Mormando, a uscita settimanale, che spiegano come e perché agire al meglio con i bambini fin dalla nascita, per permetterne la buona formazione della mente e della persona, rispettando i tempi individuali.

Tener fede nella pratica ad alcuni principi è molto importante per una base sana della formazione della mente. Tali principi sono ben rispettati e spiegati da Maria Montessori.

Isolamento della qualità.

All’inizio dell’apprendimento è bene isolare le caratteristiche che si vogliono insegnare. Ad esempio, se si vogliono insegnare le dimensioni, non bisogna proporre diversi oggetti per spiegare l’altezza, la larghezza, la profondità; si propone invece una serie di oggetti che differiscono fra loro soltanto per una dimensione: ad esempio l’altezza, poi altri che differiscono soltanto per la larghezza, e così via. Ed è importante che siano chiari e definiti i limiti della caratteristica che si vuole insegnare. Ad esempio, se parlo di altezza, devo definire innanzitutto gli estremi-opposti, mostrando nel materiale il più alto e il più basso se parlo di larghezza, il più largo e il più stretto. La chiarezza della conoscenza di base permette di costruire lo studio di infinite sfumature e varianti.

Lautocorrezione dell’errore.

Il materiale è strutturato in modo da permettere l’autocorrezione dell’errore. È cioè evidente, dalla disposizione del materiale alla fine del lavoro, se quest’ultimo sia stato fatto correttamente oppure no. Riprovando, c’è sempre un modo in cui il lavoro è visibilmente “giusto”. Questo serve perché in autonomia i bambini si rendano conto se hanno sbagliato, e tranquillamente possano rimediare anche senza intervento dell’adulto. Ciò induce all’autocritica, alla consapevolezza di quello che si sta facendo e del suo scopo, ed evita la paura di sbagliare: ogni sbaglio è rimediabile, anzi, è un’occasione per imparare!

Si procede non in base all’età anagrafica, ma allo sviluppo individuale: quando un gioco-lavoro è imparato, e i bimbi piccoli ripetono la stessa cosa infinite volte finché l’hanno “assorbita”, si avanza!

Ecco un esempio di appaiamento, procedimento che si attua con tutto il materiale di base, che in seguito elenchiamo.

Le spolette dei colori sono un materiale adatto a bimbi dai due anni e mezzo e hanno lo scopo di mettere ordine e dare un nome ai colori. Si comincia con i colori primari, quelli da cui derivano tutti gli altri colori e sfumature.

                          Tre coppie di spolette colorate nei colori primari: rosso, giallo e blu.

Disponete le spolette in ordine sparso sul tavolino o sul tappeto che delimiterà lo spazio di attività del bimbo.

Prendete una spoletta e, ponendola di fronte al bambino, invitatelo al lavoro: “Cerchiamo quella uguale”.

Trovata la spoletta: “Sono uguali!”.

Ripetete formando tutte le coppie.

Ora, indicando ogni coppia, dite il

nome del colore.

Non è importante che il bambino riesca immediatamente a riconoscere e nominare i colori che possono essere più volte “ripetuti” con alcune semplici richieste-giochi.

“Mi dai il giallo?”

“Metti il rosso sotto il tavolo!”

“Troviamo tutti gli oggetti blu”.

Una volta imparati i colori base, con lo stesso metodo si insegna a riconoscere le sfumature.

Solo molto più tardi si mostrerà come si formano i colori secondari mescolando quelli primari.  

La prossima volta intervalleremo la descrizione del materiale sensoriale spiegando come a guidare l’auto si impari a due anni!

Federica Mormando

(Psichiatra psicoterapeuta pres. Eurotalentitalia e Human Ingenium

Luisa De Ponti

(matematica, specialista in metodo montessoriano)

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