
Prosegue la serie di articoli a cura di Federica Mormando, a uscita settimanale, che spiegano come e perché agire al meglio con i bambini fin dalla nascita, per permetterne la buona formazione della mente e della persona, rispettando i tempi individuali.
Spesso i bambini imparano a leggere ben prima dei sei anni, a tre-quattro anni e anche prima, anche da soli, benché nella scuola di infanzia questo non sia compreso e sovente addirittura proibito. Conosco bambini che fingono di non esserne capaci “se no la maestra si arrabbia”.

E tanti genitori insegnano a leggere, ma molto spesso non sanno come fare.
Ecco un modo per insegnare a leggere e scrivere bene, rendendo molto rare dislessia e disgrafia: le LETTERE SMERIGLIATE.
Sono tavolette di legno su cui sono rappresentate, in carta smerigliata, tutte le lettere dell’alfabeto.

Si presenta una lettera alla volta partendo dalle vocali.
SI sfiora leggermente la letterina con 2 dita (indice e medio) seguendo il verso della scrittura, pronunciandone dolcemente il suono, ad esempio: “aaaaa…”.
Si invita il bambino a ripetere movimento e suono, all’inizio accompagnandone le dita, poi lasciandolo fare da solo.
Naturalmente, non si presentano più di una-due letterine al giorno!
Nello stesso modo si passa alle consonanti che non riusciremo a far suonare come le vocali: dopo averla (lentamente) sfiorata, ne pronunciamo il suono, ad esempio “n” (non “enne”), “p” (non pi).
Per aiutare il bambino a ricordare suono e simbolo, si può giocare a “Arriva un bastimento carico, carico, di ”mostrando la lettera smerigliata.

Poi si sceglie una lettera e con il bambino si cercano oggetti con quella iniziale o, viceversa, si sceglie un oggetto e lo si abbina alla letterina della sua iniziale.
Quando il bambino ha lavorato molto con le letterine smerigliate, proponiamogli di riconoscerle sfiorandole ad occhi chiusi oppure disegnandogliele (con un dito!) sulla schiena.
Con una consonante e tutte le vocali si possono formare tutte le possibili sillabe, ad esempio “ma, me, mi, mo, mu”. E una semplice canzoncina può essere cantata utilizzando una sola vocale. Così “Fra Martino campanaro …” diventerà “Fra Martana campanara …”.
Quando il bambino conosce tutte le vocali e alcune consonanti, può già comporre le prime parole con il grande l’alfabetario: una grande scatola dove sono contenute le lettere dell’alfabeto e i segni di interpunzione. Per utilizzarlo, serve solo un tappeto su cui appoggiare le lettere.

Scegliamo una parola semplice che il bambino conosce e pronunciamola scandendo bene i suoni, ad esempio “c a n e”.
Prendiamo una alla volta le lettere che compongono la parola e le disponiamo sul tappeto.
Ora suggeriamo al bambino di comporre un’altra parola; poi, quando conoscerà tutte le lettere, la potrà comporre liberamente.
Con questo materiale il bambino può dedicarsi completamente alla composizione di parole e di frasi senza dover aggiungere tutte le difficoltà legate alla scrittura.

Prepariamo immagini di parole semplici (ad esempio rana, mela…), scriviamo sul retro dell’immagine la parola corretta e mettiamole a disposizione per il lavoro: il bambino potrà autonomamente verificare la correttezza delle parole che ha composto e correggere gli eventuali errori.
Si scrive non solo per se stessi, ma anche o soprattutto per comunicare. Scrivere per dire qualcosa: le parole diventano frasi: mi porti una mela? Andiamo ai giardini?
Seguirà l’uso della matita: per la prossima volta!
Federica Mormando
psichiatra psicoterapeuta pres, DI Eurotalent Italia e Human Ingenium
Luisa De Ponti
matematica, specializzata in metodo montessoriano


