Thursday, September 10, 2026

Società

Adulti e Bambini – Il piacere dell’armonia

Aprile 23, 2022

Dopo la sosta pasquale riprende la serie di articoli a cura di Federica Mormando, a uscita settimanale, che spiegano come e perché agire al meglio con i bambini fin dalla nascita, per permetterne la buona formazione della mente e della persona, rispettando i tempi individuali.

Riconoscere il bello, l’armonia, la disarmonia. Sapersi orientare con una mappa, arredare, vestirsi: paiono esperienze facili ma sono risultato di un lavoro cerebrale complesso, di riconoscimento di proporzioni, relazioni, forme. Riconoscimento che si può attivare molto presto, fin dalla primissima infanzia, grazie all’attività dei neuroni specchio. Il gruppo di ricerca di Parma, capitanato da Rizzolatti, ha sperimentato come la visione di opere , dalle proporzioni perfette, ad esempio  sculture dell’antica Grecia, si attivino le aree cerebrali del piacere, cosa che non succede guardando le stesse statue modificate nelle proporzioni, oltre che molte opere contemporanee. L’armonia genera puro piacere estetico. All’armonia bisogna educare e la geometria fa parte dei buoni insegnanti. Intendo, la buona geometria! Quasi tutti i ragazzi credono la geometria una faccenda astratta, accucciata nei libri, forse destinata a geometri o ingegneri edili. Invece la guardiamo, di solito senza vederla, dovunque. Nella struttura delle piante, nella disposizione dei petali dei fiori, nella forma delle conchiglie, nell’armonia o disarmonia degli edifici.

Ai bambini bisogna trasmettere la geometria come curiosità e ricerca: trovare dovunque le forme e le loro relazioni.

Prima di tutto, alleniamo occhi e mani a riconoscere le forme esatte, le misure e le proporzioni.

Attorno ai due anni e mezzo, si utilizzano semplici incastri geometrici: triangolo, quadrato e cerchio.

Forme differenti, tutte dello stesso colore. Il bimbo guarda e tocca; concentrandosi   sulla forma della cornice e dell’incastro fino ad abbinarle correttamente.

Si deve dire soltanto il nome di ogni figura: “triangolo”, “quadrato”, “cerchio”.

Le caratteristiche geometriche, la linea curva che delimita il cerchio, le punte del triangolo, rimarranno impresse con l’utilizzo ripetuto del materiale.

Verso i quattro-cinque anni si possono preparare cartoncini forati e insegnare il ricamo con cui decorare gli elementi fondamentali di ogni figura geometrica.

Ancora attorno ai due anni, si presenta la torre rosa, che regala spunti di geometria nello spazio.

È formata da 10 cubi di legno, tutti dello stesso colore, che diminuiscono di grandezza in modo proporzionale: dal cubo di 10 cm di spigolo a quello di 1cm.

Si dispongono i cubi in ordine sparso sul tappeto: “Qual è il più grande?”.

Si prende il cubo individuato con una sola mano e si pone separato dagli altri.

Nuovamente: “Qual è il più grande?”. Si pone il nuovo cubo con cura al centro del precedente controllando, con l’indice, che vi sia una “stradina” (un piccolo bordo sul primo cubo) e che la posizione sia corretta. Si procede così fino al più piccolo. Una volta completata si demolisce e si ricostruisce. Si può proporre una torre addormentata che si allunga sul pavimento o una torre a spirale, oppure ricostruire la torre mettendo i pezzi distanziati nella stanza.

Questi giochi danno tantissimi spunti non soltanto geometrici. Senza saperli ancora nominare i bambini memorizzano elementi della realtà che un giorno avranno un nome e saranno collegabili con delle regole.  Spigoli, facce, simmetria del cubo, proporzione nello spazio e anche idea di potenza. 

Federica Mormando

psichiatra psicoterapeuta pres.Eurotalentitalia e Human Ingenium

Luisa De Ponti

matematica, specialista metodo montessoriano

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