Il 1 maggio l’Italia, come molti altri paesi del mondo, si ferma per celebrare la Festa del Lavoro. Quest’anno però, a causa del dilagare dell’emergenza Coronavirus, lo storico evento sarà triste e silenzioso. Niente cortei e anche il consueto concerto di scena a Roma non avrà luogo. Per comprendere l’origine e l’importanza di questa ricorrenza è necessario tornare indietro di due secoli. E’ il 1886 e a Chicago, negli Stati Uniti, le condizioni di lavoro sono miserabili. Gli operai lavorano dalle 10 alle 12 ore al giorno, spesso sei giorni alla settimana e in condizioni pericolose. Il 1 maggio di quell’anno 80.000 lavoratori decidono di incrociare le braccia. Due giorni dopo gli insorti si danno appuntamento di fronte alle fabbriche di mietitrici McCornick per una grande manifestazione. La Polizia apre improvvisamente il fuoco sul corteo, uccidendo due persone e ferendone molte altre. La tensione è alta. Per protesta viene indetta una grande manifestazione per il giorno dopo. Alcuni anarchici locali organizzano dunque un presidio a Haymarket Square. Così il 4 maggio, nonostante gli scontri precedenti, gli oratori si rivolgono ad una calmissima folla. Gli agenti, però, si avvicinano minacciosamente verso il palco per interrompere il comizio. A quel punto viene lanciato un piccolo ordigno. La bomba cade nei pressi della prima linea delle Forze dell’Ordine, esplode ed uccide un poliziotto. I gendarmi rispondono aprendo il fuoco verso la folla. Dozzine di persone vengono ferite nella sparatoria. Undici vengono uccise. Sette di loro sono agenti colpiti dal fuoco amico. Le notizie degli eventi tragici di Chicago si estendono anche in altri Stati di tutto il continente americano, per poi propagarsi anche in Europa. Nel 1889 nel corso della Seconda Internazionale, tenutasi a Parigi, il 1 maggio viene dichiarato ufficialmente come Festa Internazionale dei Lavoratori e adottata da altri paesi del mondo. In Italia, appena si diffonde la notizia dell’assassinio degli esponenti anarchici di Chicago, il popolo livornese si rivolta prima contro le navi statunitensi ancorate nel porto, poi contro la Questura della stessa città, dove si diceva che si fosse rifugiato il console degli Stati Uniti. Soltanto dopo decenni di battaglie operaie e lotte sindacali, le otto ore lavorative verranno dichiarate legali con il Regio decreto legge n. 692 del 1923. La decisione in Europa in merito alla festività del 1º Maggio, ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale di Parigi, fu ratificata in Italia soltanto due anni dopo. Durante il ventennio fascista (1922-1943), a partire dal 1924, la celebrazione viene anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma, divenendo per la prima volta giorno festivo. Il Primo Maggio viene celebrato ogni anno in molti Paesi del mondo: Francia, Germania, Regno Unito, Turchia, Russia, Messico, Brasile. Ma anche in Asia e il alcune nazioni dell’Africa. Curiosamente negli Stati Uniti, lì dove tutto ebbe inizio, questo evento ricorre il primo lunedì di settembre.
Mauro Lo Sole


