Società
L’Italia lascia spenta la sua giostra di vita anche a Pasqua. Per aspettare il tempo di magia della fiera che tornerà
Una Pasqua blindata. Continua la quarantena fino al prossimo 3 maggio. E intanto, Pasqua anomala per gli italiani. Niente pranzi in famiglia. Niente grigliate a Pasquetta. Sembra una giostra, la nostra Italia. Il virus gira, l’economia crolla. L’Italia tenta di rialzarsi. Malinconica. Struggente. Una giostra che girava, fino a poco più di un mese e mezzo fa. Con colori. Suoni. Risate. Profumi di cibo mediterraneo ed etnico. Una giostra che attirava. Che piaceva. Che si faceva amare. Era l’Italia. Ma è ancora l’Italia. Una giostra che avrebbe voluto far sentire il sapore di una Pasqua allegra. Adesso è ferma, la giostra italiana. Ha paura. Ha dubbi. Ha tanti morti alle spalle. La generazione dei nostri nonni, gli stessi nonni che portavano i nipotini alla giostra. È ferma, la giostra. Anche a casa. Niente campanellini di festa. Niente allegria. E l’allegria, quella vera, era l’anima della giostra. Sulle nostre Alpi. Sulle nostre spiagge. Negli agriturismi. Nelle città d’arte. Era bella, la nostra giostra. Memore di cultura, e di dignità storica. Con vizi e virtù, ma una meravigliosa giostra nel luna park Italia. E non abbiamo fatto in tempo ad avere il nostro ultimo giro di giostra. Siamo rimasti attoniti. Sgomenti. Si è spenta, la giostra Italia. Anche a Pasqua. Non è ancora tempo per salire sui cavallini, per sperimentare luci e vertigini. Dobbiamo stare a casa. Con la tristezza di un bimbo che ha perso l’euforia della velocità della giostra. Ma tornerà il carosello delle emozioni, in Italia. Aspettiamo. Torneremo a girare. Adesso la giostra Italia è ricoperta da un panno. Ma sarà liberata. È l’Italia. Il Paese in cui l’oscurità veniva rischiarata dai toni goliardici della giostra che fremeva. Pasqua a casa, quindi. Per conservare i gettoni che useremo, quando ripartirà la nostra giostra.
Alessandra Pirri


