MILANO – Nel periodo in cui ogni certezza sta vacillando a causa dell’emergenza Covid-19, c’è una società che dell’incertezza sembra avere fatto il proprio status quo. È il Milan, che si appresta a varare la terza “rifondazione” nel giro di pochi anni.
È di un mese fa, del 7 marzo, la notizia del licenziamento di Zvonimir Boban, assunto a giugno 2019 come chief football officer: troppe le divergenze tra il croato e l’amministratore delegato Ivan Gazidis.
Il colpo di grazia lo hanno dato le dichiarazioni rilasciate da Boban al quotidiano sportivo “La Gazzetta dello Sport”, in cui l’ex centrocampista ha criticato il fatto di non essere stato informato dei contatti avuti da Gazidis con Ralf Rangnick.
L’ufficialità è arrivata puntuale come il destino pochi giorni dopo: «Ac Milan conferma di aver comunicato al Signor Zvonimir Boban la risoluzione del contratto con effetto immediato per il ruolo di chief football officer del club». Parole e musica sono del club rossonero che ha reso noto, tramite un comunicato sul proprio sito, l’esclusione di Boban dal “progetto Milan”.
La società per ora sembra intenzionata a confermare la fiducia a Stefano Pioli e al suo staff tecnico. Con lui la media punti è di 1.54 a partita, in linea quindi con quanto fatto dai suoi predecessori.
Tornando alla “governance” i pieni poteri sono ora nelle mani di Ivan Gazidis, uomo di fiducia del gruppo Elliott, ma sono numerosi gli interrogativi che ruotano intorno alla figura di Paolo Maldini. Tutti gli indizi portano a una separazione non certo consensuale a fine stagione. Gli spifferi parlano di una società che vorrebbe continuare la collaborazione. A questo punto sarebbe però il campione rossonero a tentennare. Maldini, stando ai si dice, è rimasto spiazzato è amareggiato dal comportamento di Gazidis nella vicenda Rangnick e dal licenziamento di Boban, che lui stesso aveva riportato a Milano.
Scrutando il futuro, le insicurezze in casa Milan non riguardano solo i piani alti, ma anche la rosa. Come riportato dalla “Gazzetta dello Sport”, Lucas Biglia e Giacomo Bonaventura non rinnoveranno. Franck Kessie è tra gli uomini di mercato. Lucas Paquetà potrebbe partire e Rade Krunic è fermo per infortunio. Difficile quindi ipotizzare le prossime mosse del Diavolo per ricostruire la linea centrale in un momento di ristrettezze economiche.
Ancora tutta da decifrare è la questione Gigio Donnarumma e mentre Zlatan Ibrahimovic nella sua dimora svedese sta alla finestra con l’idea di abbandonare la nave, si pensa già al suo sostituto, Arkadiusz Milik del Napoli. Un altro centravanti che si aggiunge a molti altri “bruciati”. Li ricordiamo in ordine sparso: Carlos Bacca, Patrick Cutrone, Gianluca Lapadula, Gonzalo Higuaín, Nikola Kalinic e André Silva.
Le uniche speranze sembrano essere il giovane Ismael Bennacer, algerino eletto come miglior giocare della Coppa D’Africa 2019 e ora centrocampista del Milan, Theo Hernandez e Rafael Leao, che hanno fatto innamorare tifosi e dirigenza nel corso delle ultime partite. Bennacer non avrebbe, ad oggi, intenzioni di lasciare Milano. E anche il brasiliano e il francese la pensano come lui. Loro, giovani e promettenti, incarnano l’idea di Gazidis: una rosa giovane con al massimo due giocatori di esperienza. Ma a questo punto c’è un altro interrogativo: i tifosi sapranno aspettare?
Federica Cozzi


