Wednesday, September 09, 2026

Cronaca

Il cronista ricorda: 7 ottobre 1970, inferno di pioggia su Genova con morti e distruzione ovunque

Ottobre 07, 2025

Quella mattina di mercoledi, il 7 ottobre 1970, soffiava su Genova uno Scirocco pesante che ammassava paurosi nuvoloni neri, sulle due valli, verso le colline.
Alle 12,30 scoppiò il finimondo sul Polcevera, su Sestri e soprattutto su Voltri. Una pioggia di intensità mai vista scaricò su Bolzaneto 948 millimetri d’acqua, quanto piove in un anno, sulla città di Messina. Uscì il Polcevera, poi il Chiaravagna, il Cantarena, ma soprattutto Leira e Cerusa a Voltri. 13 morti, solo lì. Io giovane cronista de “Il Lavoro”, riuscii ad arrivarci l’indomani mattina, con mio fratello Gigi ex vigile del fuoco, e un “Maggiolino” che passava dappertutto. Trovammo una bambina in piedi, disperata che cercava la sua mamma. Salì in auto con noi, dopo 2 ore mamma e figlia si abbracciavano. Il mio reportage poteva aspettare.
Allora non esisteva la Protezione Civile, e gli Allarmi meteo,sarebbero arrivati solo dopo il ’90.
Giovedi 8, verso le ore 16, toccò al Bisagno, al Fereggiano di Quezzi, allo Sturla inondare, distruggere, ammazzare. Nei due giorni morirono 43 persone, 100 i feriti, 2 mila sfollati,130 miliardi di lire di danni.
L’acqua a Brignole, arrivava ai finestrini dei Bus , la corrente e i detriti avevano buttato giù il Ponte Romano di Terralba. L’acqua aveva trascinato via 50 bare che, a Staglieno, aspettavano di andare sottoterra. La città vide spuntare i ragazzi con le pale e il cuore in mano.
In quei giorni,in edicola, si trovava solo Il Lavoro, perché “Secolo” e “Mercantile”, avevano macchine e tipografie allagate.
Genova (sindaci Dc) aveva costruito dappertutto, sulle colline, quartieri come il Biscione, (crollato in parte), o strade come via dello Stambecco, che diventava sempre, un micidiale torrente di montagna.
Lo Scolmatore del Fereggiano lo hanno finito nel 2000. Il Bisagno, sotto la copertura, lunga 1,4 km, è 2 metri più basso, e pulito, ma ci sono voluti 16 anni di lavori. Adesso finalmente la Talpa cinese, sta scavando l’ultimo pezzo dello Scolmatore del Bisagno. Sarà pronto nel 2028. Saranno passati 58 anni, da quella alluvione.
Io, adesso, ho molti capelli grigi. Fabrizio De Andre’ racconta quella pioggia, in “Dolcenera”: Amiala che l’aria, amiala che l’aria. Nera che porta via la via. Nera che non si vedeva da una vita intera. Nera di malasorte, che ammazza e passa oltre.

Paolo Zerbini

Paolo Zerbini

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