Cronaca
Coronavirus, non sarà il caldo a fermarlo. In Thailandia 37/38 gradi sta esplodendo come testimonia Nicola Forcignanò
Chi sperava nell’arrivo del caldo come arma per contrastare il Coronavirus dovrà riporre gli auspici. A calmare gli entusiasmi, oltre le informazioni che giungono dalla scienza, ci ha pensato Nicola Forcignanò, giornalista professionista che ha trascorso la sua carriera tra il “Corriere della Sera” e il “Giornale” dove ha ricoperto la carica di vice direttore ai tempi in cui il quotidiano era diretto da Montanelli. Dal 2013 Forcignanò vive in Thailandia. Nella città di Phuket, dove risiede il cronista, le temperature sono stabilmente elevate e nonostante ciò il virus sta esplodendo in maniera esponenziale. Secondo i dati resi noti negli ultimi giorni, l’intera nazione conta più di 700 pazienti contagiati. Un evidente segnale di come il Covid-19 non faccia nessuna distinzione di luogo o clima. Per questo Forcignanò ha voluto esprimere, attraverso una nota su Facebook, la propria preoccupazione, scrivendo “Il caldo uccide il Coronavirus? A questa domanda, che circola spesso nei dibattiti sulla pandemia, l’Oms, tempo fa, aveva risposto: non c’è nulla di provato scientificamente. Mi infastidiscono le persone che giudico intelligenti, critici d’arte compresi, che tentano di confutare le affermazioni degli scienziati e dei medici. Quindi, continuo a fare quello che ho fatto per tutta la vita, il cronista. E mi attengo solo ai fatti. Qui a Phuket, dove ora la temperatura passa dai 26/27 gradi la notte ai 37/38 di giorno, il Coronavirus sta esplodendo in maniera esponenziale, come in Italia, come nel resto del mondo.Perciò, mi chiedo, si può dire che il caldo non è un’arma contro questo nemico invisibile? Io ci avevo sperato.”
Diego Mandarà



