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Attualità, In Evidenza

Il dono assoluto è vivere

Marzo 23, 2020

Inutile: al momento tutto è pieno di corona. Anche a selezionar con cura notiziari e messaggi, dalla testa non esce altro.

Anch’io mi chiedo cosa resterà attaccato, una volta staccati, si spera, il virus e questo periodo di tensione, difficoltà, tragedie. Le tragedie sparse senza nome fra i numeri paiono un po’ irreali, le tragedie viste nei video ci trovano increduli, ma quando fra le cifre spunta un nome, un  nome noto, un amico, un parente, anche un semplice conoscente, allora tutto si avvicina, ci stringe il cuore in tutta la drammaticità per cui uno è tutto, chi se ne frega delle percentuali, quando muore una persona e la ami, che sia il 90 o il 3 % non ha senso, è il 100%, anche di più.

Cosa si potrà trarre di buono, quando finirà? Al di là delle previsioni sull’economia e sullo stile di vita, credo e spero che per un bel po’ cambi il sentimento della vita.

Alla faccia delle disgrazie di cui pure i tempi normali non mancano, che il bene più prezioso sia la vita da tempo per troppi non è chiaro. Abbiamo coperto di fronzoli e di vizi, ma anche di sollievi e di cure, questa vita, ma per tantissimi è sempre stata scontata, come il cielo su di noi. I ragazzi si sono sempre sentiti onnipotenti, ma tanti si sono angosciati di vuoto interiore, tanti hanno sfidato il fato con giochi rischiosi, tanti della morte si sono dimenticati, visto che i video la presentano come un gioco a punteggio. E le catastrofi, con centinaia e migliaia di morti, le abbiamo vissute come romanzi: 1000 non è nessuno. Spero che da adesso invece ci si renda tutti conto del dono assoluto che è vivere, che il cielo c’è finché lo vediamo, che i fiori sbocciano, ma la primavera non c’è più se dipendi, a tempo, da un respiratore. Ecco: il dono che spero resti in tutti è questo: ringraziamo del vivere, siamone coscienti, rendiamolo un’emozione costante, minuto per minuto. Proteggere la vita: chissà se verrà in mente a chi la governa da lontano che anche proteggere la gente dai criminali, che siano matti o no, è un dovere. Per esempio, dal tizio che ha trovato il tempo nonostante il virus di decapitare sua madre. Notizia di stamattina. Questo e altri crimini sono dovuti anche e soprattutto a chi ha così sviluppato Basaglia: questi sviluppatori dovrebbero essere eliminati e sostituiti con chi, della vita, sa il valore e non adora soltanto la propria, identificandola coi propri interessi. Se  si amerà la vita, al posto di tante proteste anche demenziali, spero che la gente, il cosiddetto popolo, impari a esigere i diritti veri: per esempio quello della giustizia giusta. Ma forse, questo, è sperare troppo.

Federica Mormando

psicoterapeuta e psichiatra

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