Una domenica all’insegna della natura e della fantasia, alla scoperta del mondo delle api. È Bee Bang, la Festa di Primavera, organizzata da Le Api al Castello, in collaborazione con Green in Town. Appuntamento quindi per il 30 marzo al Parco Castello di Legnano. Una giornata dedicata alla dolcezza e alla bellezza delle api, con un focus su attività manuali come la realizzazione di candele in cera d’api e di farfalle colorate e decorative. Due i laboratori previsti: il primo alle h 11 e il secondo alle h 16.
La prima citazione d’utilizzo della cera d’api risale all’antico Egitto, ma i suoi impieghi erano già conosciuti da tempo, in campo cosmetico, per la protezione del legno, per le tavolette di scrittura e per i sigilli delle epistole. “Il dio Ra pianse, le lacrime scese dai suoi occhi caddero a terra e si trasformarono in api. Le api fecero il loro alveare e si operarono con i fiori di ogni pianta per produrre miele e cera. Così anche il miele e la cera d’api fuoriuscirono dalle lacrime di Ra”, scriveva il grande popolo del Nilo. Già gli antichi egizi, quindi, erano soliti utilizzarla nei processi di mummificazione e nella produzione delle loro navi, così come era diffuso nelle popolazioni romane che la impiegavano per proteggere i dipinti dall’acqua e dall’umidità. Per moltissimi anni, la cera d’api è stata un materiale di enorme importanza per l’uomo, essendo l’unico prodotto naturale disponibile del suo genere.
Attualmente, il campo d’impiego della cera d’api si è ristretto, poiché sostituita con materiali affini, talvolta meno costosi. Questo non significa che la cera d’api abbia perso il suo valore. Da non dimenticare, infatti, che la cera d’api è un sottoprodotto dell’estrazione del miele: si ritiene che per raccogliere un chilo di miele le api debbano volare per 530.000 km. E la cera d’api viene secreta dalle ghiandole cerarie delle api operaie dal 14° al 19° giorno di vita. A contatto con l’aria, la cera si solidifica in scaglie, e l’ape la modella con le mandibole, unendo propoli e polline, per costruire i favi. All’inizio il suo colore è bianco, poi diventa giallo e in seguito, dopo 5-7 anni, nero. Generalmente, da ogni favo si ricava un quantitativo di cera d’api pari a 80-110 grammi. La cera d’api d’opercolo è la più pregiata. Normalmente, è di colore chiaro e si estrae dagli opercoli tolti dai telaini durante il processo di smielatura, utile per la formulazione di cosmetici pregiati e per la produzione di fogli cerei d’alta qualità. La cera d’api ottenuta dai favi di covata nei quali vengono allevate le larve, invece, è di colore più scuro, a causa del maggior numero di impurità in essa intrappolate. Prima di essere utilizzata per qualsiasi scopo, pertanto, tale cera deve essere adeguatamente trattata e purificata.
E il Parco Castello di Legnano, si trasforma quindi in una fucina di idee. Un piccolo alveare, dove tutti potranno sentirsi api laboriose per una giornata. In caso di maltempo, l’evento sarà posticipato al 6 aprile prossimo.
Alessandra Pirri


