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Crescono in Italia le partite IVA: il nuovo percorso dell’imprenditoria italiana

Marzo 05, 2025

Nel 2024 sono state aperte 498.361 nuove partite IVA, una crescita dell’1,3% rispetto al 2023. È quanto emerso dalla sintesi dell’Osservatorio, che ha analizzato a fondo lo sviluppo dell’imprenditoria italiana e in particolare delle partite IVA.

Da un punto di vista giuridico, l’analisi dell’Osservatorio ha evidenziato che il 67,8% delle partite IVA, quindi una percentuale considerevole, è composta da persone fisiche, il 24,5% da società di capitali e il 32,2% da società di persone. Una piccola percentuale di partite IVA, pari al 4,5%, è composta da soggetti non residenti o riguarda altre forme giuridiche.

Un altro dato interessante è che nel 2024 ben 233.511 nuove partite IVA hanno optato per il regime forfettario, rappresentando il 46,9%. Benché la percentuale sia abbastanza elevata, va segnalato comunque un leggero calo del 2,2% rispetto al 2023.

Se spostiamo l’attenzione sulla distribuzione geografica delle partite IVA, emerge che la maggior parte (47,8%) sono state aperte al Nord, il 30,2% al Sud e sulle isole e il 21,7% al Centro. Al di là della distribuzione territoriale, va sottolineato che metà delle regioni ha registrato una crescita importante delle aperture rispetto al 2023. Le crescite maggiori si sono registrate in Basilicata (+6,5%), Lazio (+5,4) e Toscana (+4,1%).

Questa crescita è stata favorita anche dalla diffusione della finanza agevolata, che comprende una serie di strumenti, agevolazioni e incentivi messi a disposizione da enti pubblici per sostenere l’imprenditoria italiana. Esistono diverse forme di finanza agevolata, dai contributi a fondo perduto ai finanziamenti agevolati fino agli incentivi fiscali, che danno nuovo impulso all’imprenditoria e aiutano gli imprenditori a concretizzare le loro idee. È sufficiente consultare siti verticalizzati sul settore, come il portale Finanziamenti Imprese, per conoscere quali sono le forme di finanza più adatte alle proprie esigenze e chiedere supporto per l’iter burocratico al momento della presentazione della domanda.

Ritornando all’analisi dell’Osservatorio, è opportuno sottolineare come il commercio rappresenti il settore dove è stato aperto il maggior numero di partite IVA (18,5%). A seguire troviamo le attività professionali (17,1%) e il settore dell’edilizia (10,3%). Rispetto al 2023 la crescita maggiore si è registrata nel comparto dei servizi residuali, con un +6,9%.

Si confermano attività in buona salute quelle legate all’alloggio e alla ristorazione, con una crescita pari al 3,5%, e alle attività turistiche e di intrattenimento pari al 3,4%. Si registra invece una leggera flessione del 3,3% delle attività professionali, mentre sono in crescita i settori del noleggio e dei servizi di supporto alle imprese (+3,1%) e del commercio (+2,7%).

Per quanto riguarda l’aspetto demografico, il 60,4% delle nuove partite IVA è stato aperto da uomini e la metà delle nuove attività vede come titolari giovani under 35. Solo 1/3 delle nuove partite IVA è stato aperto da uomini con un’età compresa tra i 36 e i 50 anni.

In generale si è notato un leggero calo delle nuove aperture per tutte le fasce di età, fatta eccezione per gli imprenditori con un’età compresa tra i 51 e i 65 anni che invece hanno fatto registrare un lieve aumento dell’1,2%. Infine un ultimo dato significativo: il 21,3% delle nuove partite IVA è stato aperto da cittadini nati all’estero, con un aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

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