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Conosciamo Massimo Del Sette, il neurologo con la passione della pittura per aiutare la ricerca medica
Paesaggi dai quali si affacciano volti. Olii che inglobano frammenti di materia o addirittura oggetti. Motivi rupestri riproposti in nuove configurazioni. C’è questo ed altro nella ricerca pittorica di Massimo Del Sette, che di professione dirige la struttura complessa di neurologia agli Ospedali Galliera. Dipingo per trasmettere emozioni dice, e indubbiamente ci riesce. Nella sua mostra “Terra, Legami, Frammenti”, al Palazzo Ducale di Genova, L’alchimia tra le opere e lo sguardo dei visitatori è potente. Mi raccontano quello che vedono, dice, e spesso rimango sorpreso. L’esperienza dell’arte parla all’inconscio ed evoca significati profondi, osserva. “Sarà per questo che la notte scorsa ho sognato di diventare psicologo” aggiunge scherzando. Ma anche la creazione artistica ha le sue radici nei territori più inesplorati della mente. Così sulle tele vanno in scena paesaggi interiori e creature primordiali.
Lo scopo della mostra è sostenere l’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale che riunisce pazienti, parenti, neurologi, e terapisti. A.LI.Ce Onlus da anni opera sia sul fronte della prevenzione che della riabilitazione. Il suo fiore all’occhiello è il coro degli afasici dove le persone che hanno perso la parola per una lesione al cervello riescono a comunicare con il canto. Un miracolo possibile perché musica e linguaggio sono in due emisferi diversi. La pratica del canto poi affianca la logopedia accelerando i progressi. Contro le devastazioni dell’ictus che già combatte come medico, Massimo Del Sette ha messo in campo anche la sua arte. La vendita delle opere contribuirà a sostenere il nuovo programma di formazione, dedicato da A.LI.Ce ai caregiver.
La sua avventura pittorica è cominciata nel 2009. A La Spezia, dove fino al 2014 ha diretto la neurologia dell’ospedale Sant’Andrea, ha finalmente trovato il tempo di coltivare quella che era una passione da sempre. Da allora non si è più fermato. Oggi il suo linguaggio artistico è maturo. Nel 2019 ha tenuto la prima personale presso l’Ordine degli Avvocati di Genova. La voglia di esplorare però lo sta già portando verso nuove sperimentazioni.
Georgina Zapparoli







