Wednesday, September 09, 2026

Spettacoli

Milano, all’Università Bicocca ritorna il cinema muto con il film “Der letzte Mann”

Settembre 19, 2024

Lunedì 23 settembre all’Università Bicocca di Milano si rialza il sipario sul Gran Festival del Cinema Muto di Milano, la rassegna che accompagna l’autunno milanese proponendo celebri pellicole del cinema muto con accompagnamento musicale dal vivo. Un intenso viaggio tra l’arte dei suoni e quella delle immagini che, con sguardo nuovo e profondo spirito di ricerca, apre ad un intreccio di campi espressivi e singolari suggestioni, con il passato che si combina alla creatività contemporanea. Giunto alla 15esima edizione, il Festival si realizza in collaborazione con enti e istituzioni, in una rosa di legami che individuano un vasto orizzonte di riferimenti, spunti di indagine e possibili percorsi di approfondimento.

Rossella Spinosa_foto di Gin Angri

L’edizione di quest’anno è dedicata in particolare ai film del 1924, proposti e rivissuti a cento anni dalla loro uscita. In un labirinto di storie e percorsi musicali, saranno proposte pellicole di Friedrich Wilhelm Murnau, Ernst Lubitsch e Dziga Vertov. Un programma di singolare ricercatezza e ampio respiro che, nell’intenso dialogo creativo tra cinema e musica, si dipana in un’affascinante commistione di linguaggi tra note e narrazioni su temi eterni, con sempre nuovi spunti di riflessione.

Ecco i film in programma, capitoli centrali nella storia del cinema:

Lunedì 23 settembre 2024 ore 19

Università Bicocca – Milano, Auditorium Martinotti.

Der letzte Mann, film del 1924 di Friedrich Wilhelm Murnau.

Musiche originali di Rossella Spinosa in prima esecuzione assoluta per pianoforte solo.

Annoverato tra le pellicole più importanti del cinema muto, il film Der letzte Mann (L’ultima risata) del regista e sceneggiatore tedesco F.W. Murnau, grande sperimentatore di tecniche innovative, è incentrato sulle disillusioni che, con l’avanzare dell’età, un uomo si trova a subire. La pellicola narra di un portiere d’albergo che, diventato troppo anziano, viene relegato a custodire i gabinetti. Tornando a casa la sera, l’uomo però continua a indossare la consueta uniforme nascondendo ai famigliari la reale situazione lavorativa. Il genero, quando la consuocera scopre la messinscena, obbliga l’anziano portiere a trascorrere la notte nella toilette dell’hotel dove viene aiutato da un amico, anche lui guardia dell’albergo, che gli offre un cappotto per coprirsi. Grazie ad una inaspettata quanto sorprendente eredità, la situazione si capovolge e l’uomo diventerà infine un ricco cliente dello stesso albergo. Accolto con lodi di critica e pubblico, il film rivela la grande capacità di F.W. Murnau di esplorare l’animo umano, addentrandosi tra le pieghe di sentimenti universali.

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