Luci e neon nella capitale meneghina. E Vodafone rinnova la sua presenza in Darsena per il programma Milano Super Christmas, regalando ai cittadini e alle famiglie di Milano uno spettacolo di fontane, musica e luci, unico in Italia. La protagonista delle serate natalizie milanesi sarà l’acqua, in un’esibizione che ne celebra l’unione con la luce, i colori e la musica. E proprio in questo luogo simbolo di Milano, fulcro della via delle acque, i milanesi e i turisti possono assistere al Vodafone Aqua Show – un progetto composto da spettacoli serali di fontane e giochi d’acqua che danzano a ritmo di musica, illuminate da una coreografia di luci in tutta l’area del bacino. La struttura del Vodafone Aqua Show copre una lunghezza di 80 metri e si articola in centinaia di getti d’acqua con un’altezza dinamica dai 5 ai 40 metri. Lo spettacolo vede alternarsi getti “tsunami”, che raggiungono un’altezza di 40 m e sono caratterizzati da una sonorità di impatto, simile a quella del tamburo; getti “raffica verticale” bidirezionali, che con tortiglioni e girandole arrivano fino a 16 m di altezza; e infine, al cuore della scenografia, tre getti verticali fino a 20m. Luci, colori e musica arricchiscono e valorizzano ulteriormente lo show, offrendo alla città un momento di intrattenimento e di festa per celebrare il Natale.

Il Vodafone Aqua Show ha preso il via lo scorso sabato 14 dicembre e si concluderà con la fine del periodo festivo, lunedì 6 gennaio 2020.Perché il legame di Milano con l’acqua è antico e trova la sua sintesi nella Darsena, il porto della città, oggi centro importante per lo svago e il relax dell’area dei Navigli. Perché la Darsena è il cuore liquido di Milano. Nonostante sia parecchio lontana dal mare e non sia nemmeno in riva a un lago e tanto meno a un fiume, Milano è una città d’acqua perché è nata lungo la “linea delle sorgive”, in un punto in cui sembra che tutte le acque confluite a valle dalle Alpi si siano date appuntamento per creare una miriade di fiumi, torrenti e laghetti. Milano è veramente una città d’acqua, anche se sarebbe più corretto dire che lo è stata, e la Darsena è uno degli ultimi simboli rimasti di un luogo che non c’è più. Un luogo oramai lontano anni, secoli, dove lungo le vecchie mura spagnole non si srotolavano strade intasate da auto, moto e camion, ma canali solcati da chiatte e barche. Oggi, dopo un lungo periodo di oblio e degrado, la Darsena, il cuore liquido di Milano, è stata rimessa a nuovo ed è diventata uno dei punti di riferimento della movida milanese.

La Darsena, fino alla metà del secolo scorso, era lo snodo più importante per il traffico fluviale commerciale della Lombardia. Veniva utilizzato come porto cittadino per le imbarcazioni che navigavano lungo i Navigli milanesi. Infatti, nel 1953 era il tredicesimo porto italiano per ricevimento merci e il terzo per tonnellaggio merci. Tuttavia, per arrivare alle origini vere e proprie della Darsena, bisogna tornare indietro, al 1179, qualche anno dopo la distruzione di Milano ad opera di Federico Barbarossa. Pochi anni prima, nel 1157, i milanesi decisero di creare un canale che derivasse le acque dal fiume Ticino, presso Tornavento, al fine di utilizzarlo come canale difensivo, per dividere le terre di Milano da quelle di Pavia, alleata del Barbarossa. Il canale si chiamerà appunto “Ticinello” e nel 1179, prolungandosi da Abbiategrasso a Gaggiano, poi Trezzano (1189), Corsico e infine arrivando a Milano nel 1211, darà vita proprio al Naviglio Grande. Il 31 marzo 1979, alle ore 14, l’ultimo barcone attraccava in Darsena: era la fine dell’utilizzo del bacino d’acqua come vero e proprio porto di Milano, uno dei primi in Italia per tonnellaggio di merci scambiate.E oggi, dopo che la Darsena è stata rivalutata, Milano si trasforma nella Las Vegas italiana. Soprattutto per Natale.
Vincenzo Di Dia


