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Le donne della Fidapa Mediolanum con il libro “Ferite a morte” danno voce alle donne vittime di femminicidi

Novembre 25, 2019

Le donne meneghine in prima linea per tutelare le donne di tutto il mondo. E si è svolta sabato 23 novembre, presso l’Università card. Giovani Colombo di Milano l’incontro Fidapa Mediolanum in occasione della Giornata contro la Violenza sulle Donne. Organizzatrice, Domenica Tufaro, responsabile del settore cultura dell’associazione. Hanno presenziato la dottoressa Augusta Tognoni, magistrato; l’avvocato e giudice di pace Roberta Moselli; Lorella Carimali, docente e scrittrice; l’artista Cinzia Fantozzi e l’artista Pierangela Bilotta.

Si è partiti dalla lettura del libro “Ferite a morte”, di Serena Dandini, testo che vuole rendere visibili tutte quelle storie di donne che hanno pagato con la vita il fatto stesso di essere donne. Mogli. Ex mogli. Sorelle. Fidanzate. Ex fidanzate. Partendo dalle protagoniste che non ci sono più, la Dandini ha voluto che queste donne fossero finalmente libere. Almeno ora, che sono morte. Raccontando soprattutto la loro versione dei fatti. Da questo assunto, rivivono, in rappresentazioni icastiche, folgoranti, dolenti, a volte persino amare e al tempo stesso ironiche, gli attimi fatali della loro breve vita, come se da morte il loro sguardo e il loro animo considerasse quel destino crudele, già tracciato. Per così dire, annunciato. Le loro sono voci di aiuto rimaste inevase, nonostante spesso avessero gridato le loro umiliazioni e sofferenze. Sono donne che confessano la propria solitudine nel portare addosso un fardello di dolore così grande, da rimanere inascoltato e, spesso con caparbietà, masochisticamente negato. Sono donne massacrate di botte, lapidate, bruciate dagli uomini. Spesso, dai loro uomini. “Il bisogno urgente di una universale applicazione alle donne dei diritti e dei principi, con riguardo all’uguaglianza, alla sicurezza, alla libertà, all’integrità e alla dignità delle persone umane, è assolutamente indispensabile – afferma il magistrato Augusta Tognoni -. E dal 2009, è attivo il numero antiviolenza 1522, un servizio pubblico del dipartimento delle pari opportunità”.

Sullo sfondo, le zapatos rojos, le scarpette rosse come quelle dell’artista Alina Chauvet, che stanno facendo il giro in molte piazze del mondo dopo essere partite dalla città messicana, considerata tristemente una delle più violente del Pianeta. Il libro, è dedicato a Carmela Petrucci, la diciassettenne palermitana, morta, pugnalata dopo pugnalata, per salvare la sorella dalla furia dell’ex fidanzato.

E i dati sono inequivocabili: l’Italia è presente ai vertici della classifica dei femminicidi, che si ripropongono a cadenza matematica. Il massacro conta una vittima ogni due, tre giorni. Sono storie vere. Sono storie tristi. E non solamente italiane.

Alessandra Pirri

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