Wednesday, September 09, 2026

Società

Monza, continua City Booming, la città di Lego più grande del mondo

Novembre 04, 2019

Mattone su mattone, costruiamo le città. Sette milioni di mattoncini Lego e seimila figure per dar vita alla più grande città del mondo in miniatura. Iniziata sabato 5 ottobre, la mostra di mattoncini Lego con il progetto City Booming andrà avanti fino al prossimo 6 gennaio 2020, a Monza alla Villa Mirabello del Parco di Monza. Ideata da Lab Literally Addicted to Bricks, che l’ha prodotta con Vidi, organizzata da Giuliamaria e Gianmatteo Dotto Pagnossin, “City Booming Monza” nasce dalla fantasia di Wilmer Archiutti, fondatore di Lab, laboratorio creativo di Roncade, in provincia di Treviso, che realizza forme e architetture di Lego®. Non mancano inoltre i supereroi come Batman, Wonder Woman,  Spiderman,  Hulk e molti altri, mischiati tra la ‘gente comune’, cui si affiancano personaggi dei cartoni animati, dai Simpson alla Sirenetta, o celebrità del cinema, quali Sean Connery o Harrison Ford nelle vesti di Indiana Jones.La mostra conduce i visitatori nella più grande città al mondo costruita con oltre 7 milioni di mattoncini e 6000 mini figure, un enorme diorama di 60 metri quadri, dove non mancano il centro commerciale, la pasticceria, il negozio di giocattoli e quello di animali, il cinema, le pinacoteche, e ancora, il quartiere residenziale con il barbiere e l’ufficio dell’investigatore privato intento a consultare le mappe con la lente d’ingrandimento.L’azienda Lego, fondata nel 1916 dal falegname danese Ole Kirk Kristiansen, ha iniziato a produrre i famosi mattoncini a partire dal 1949, ma soltanto dal 1958 essi assumono la particolare forma che conosciamo tutti.

Il nome Lego, ideato nel 1934, deriva dall’unione delle parole danesi “leg godt”, e significa “gioca bene”. Nel 1924, la bottega di falegnameria di Kristiansen fu colpita da un grave incendio, scatenato per errore da uno dei suoi due giovani figli. Kristiansen non si perse d’animo e, ripresosi dalle difficoltà, ricostruì una bottega più grande della precedente. Nonostante ciò, la Grande Depressione del 1929 non tardò ad avere conseguenze sul suo tenore di vita. Cercando un sistema per mitigare i costi di produzione, pensò allora di fabbricare i suoi prodotti riducendone le dimensioni, in modo da velocizzare il processo di progettazione. Tali miniature furono l’ispirazione per la produzione di giocattoli classici e tradizionali che sarebbe cominciata di lì a poco.
Prezzi per la mostra: intero 8,00€; 6,00€ (over 65, ragazzi 12 – 18). Ridotto bambini 4 € (4 – 12 anni). Ridotto famiglia (2 adulti + 2 bambini) 20,00€.

Vincenzo Di Dia

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