Domani, mercoledì 9 febbraio, alle ore 16 alla Fondazione Atm di via Farini a Milano verrà inaugurata la mostra “Simboli germinali” di Guido Pertusi, inserita nel progetto artistico internazionale “Nuovo Atlante delle Arti – Sette” ideato da Carlo Franza. All’evento saranno presenti Giuseppe Natale, presidente della Fondazione Atm, Francesco Caroprese, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Carlo Franza, storico dell’Arte Moderna e Contemporanea. La mostra durerà fino al 22 marzo.
“Per Guido Pertusi – scrive Carlo Franza – l’informale è stato nell’ultimo decennio del suo lavoro uno slittamento provvisorio, un passaggio fra la sottomissione formale e la spoglia poetica del vuoto, almeno nei quadri spogli e monocromi, appena alterati da lievi rilievi isolati che hanno dato il passo a uno strutturalismo basato su costruzioni, la cui remota radice neoplasticista cercava di risolvere equazioni, sia di purezza sia di equilibrio formale. La linea non dice mai la stessa cosa del colore. Ecco che la linea, incurante, si slega e si riannoda dirigendosi verso le aree libere del foglio. Il vuoto è un oggetto, uno spazio, a cui repelle il colore. Qui la linea può solo accostarsi“.
“L’opera del Pertusi – prosegue Franza – riflette l’inquietudine di uno spirito in continua ricerca. Pertusi enfatizzando un approccio antropologico e visuale, focalizza con veri simboli il percorso artistico su archetipi dell’immaginario, su magie, riti e sfera spirituale, che hanno intriso ormai gran parte delle produzioni artistiche contemporanee. Pertusi decostruisce le categorie del sapere occidentale, in particolare le categorie artistiche del novello postmoderno come la verticalità, la bellezza, l’ordine, il senso e quell’idea generale del continuo progresso delle forme. Guido Pertusi è andato sempre di più verso una consustanziazione dell’idea, della speranza e dell’enigma interiore“.
“Abbastanza versatile è la sua produzione che va dalla scultura alla pittura, dal disegno alla grafica, all’installazione, attraversa varie fasi, sviluppa rapporti spaziali concavi-convessi, rilievi coperti di grafici e simboli, forme che in talune opere svelano esperienze della psicologia della “gestalt” – conclude lo storico dell’Arte Moderna e Contemporanea –. Forme e spazio, tra mito e analisi, mettono in evidenza la sua direzione che è neoplasticista, dove la riduzione cerca la bellezza formale, rivelando una scultura plurima con elementi distinti e in parte mobili in cui i rapporti forma-spazio si integrano in insiemi strutturali. Il suo fare artistico vive per lo più di un infinito vocabolario geometrico, non il solito, e in questo cammino tra l’inserzione nella vita e le aspettative storiche lascia movimentare la nuova cultura artistica, la marca e lo stile, la poetica e lo styling”.
Guido Pertusi è nato a Voghera nel 1958. In giovane età si è trasferito in Svizzera acquisendo la cittadinanza e svolgendo gli studi e parte della carriera professionale. Pertusi si è diplomato nel 1988 in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. E’ stato professore in varie accademie italiane: a Milano, a Roma, a Venezia. Nel 2005 ha conseguito il diploma di secondo livello magistrale in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. Dal 2008 è tornato all’Accademia di Brera come professore di Anatomia Artistica. Vive e lavora tra la Valdisotto, in provincia di Sondrio, e Milano.


