Wednesday, September 09, 2026

Sanità & Salute

10 ottobre: Giornata Mondiale della Salute Mentale

Ottobre 10, 2021

Il 10 ottobre, in tutto il mondo, si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale, istituita per abbattere il muro di pregiudizio e diffidenza che ancora circonda le Malattie Mentali e tutti coloro che ne sono affetti.

Secondo uno studio condotto dall’Istituto di Sanità Pubblica belga, se nel 2018 le vittime di malattie mentali ammontavano a oltre 80.000 solo in Europa, in questi ultimi mesi i numeri hanno subìto un’impennata senza precedenti a causa del Covid-19. Le misure preventive messe in atto dallo Stato per limitare e contenere il contagio da Coronavirus, infatti, hanno inevitabilmente inciso sulla salute mentale della popolazione. Ad esserne maggiormente colpita è la componente più giovane: adolescenti e under 30 risultano esposti a un rischio maggiore, rispetto alle altre fasce di popolazione – che non ne sono comunque esenti -, di ricadere in depressione, disturbi alimentari, episodi di attacchi di panico e dipendenze alcoliche e/o da sostanze stupefacenti.

La depressione è uno dei più comuni e insidiosi tra i disturbi neuropsichiatrici, terza principale
causa di morte per malattia (preceduta soltanto dalle patologie cardiovascolari e dai tumori
maligni). Si stima che saranno almeno 150.000 i nuovi casi di depressione innescati da diverse sfaccettature della pandemia, ma la situazione potrebbe persino peggiorare.

I casi di Disturbi del Comportamento Alimentare negli ultimi due anni sono aumentati del 230% a causa di isolamento, stress e riduzione della socialità: Bulimia Binge Eating, malattie – perché di questo si parla – meno note rispetto alla più conosciuta Anoressia, sono tanto letali quanto quest’ultima, e sono con essa in costante aumento.

Ancora più drammatico è l’incremento del numero di suicidi, per il quale non è difficile scorgere un collegamento diretto con l’attuale stato pandemico: perdita di lavoro, preoccupazioni economiche, lutti e contesti famigliari stressanti sono soltanto alcune delle condizioni che possono generare una sofferenza tale da optare per le conclusioni più avventate.

Come intervenire concretamente per migliorare questa drammatica situazione? Se nel 1827 il celebre Giacomo Leopardi, nel suo “Dialogo di Plotino e di Porfirio”, riportava un’appassionata conversazione tra filosofi a favore o contro il suicidio, oggi un simile dibattito non deve e non può sussistere. Parlarne è l’unica strada da imboccare, l’unica azione concreta per uscire dal buio. Spartire il proprio dolore con qualcuno in grado di alleviarlo, alleggerisce un macigno impossibile da sostenere con la sola propria forza, ma che, una volta condiviso, non risulta più così tremendamente pesante. Per poter chiedere e ricevere aiuto, però, indispensabile è la presenza di figure professionali e di strutture specializzate a cui rivolgersi e dalle quali poter ricevere assistenza immediata. Ogni regione italiana, in linea teorica, è obbligata per legge a dotarsi dei Livelli Essenziali di Assistenza (ambulatori specialistici, strutture residenziali dedicate, reparti ospedalieri appositi) per tutte le malattie psichiatriche, nessuna esclusa. Ma purtroppo questo, almeno in Italia, non avviene in modo uniforme, e spesso costringe pazienti e famiglie a interminabili tempi di attesa, a spostamenti geografici o, nel peggiore dei casi, all’abbandono delle cure.

Investire nella sanità territoriale attraverso la realizzazione di servizi di prossimità: soltanto così l’Italia potrà indirizzarsi verso una salute mentale di comunità, intervenendo attivamente sul territorio affinché le malattie psichiatriche ricevano la considerazione e le cure di cui necessitano.  

Ilaria Prazzoli

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