
Tutto ci si aspetterebbe da un ex magistrato fuorché la pubblicazione di un libro dal titolo “Tutto qua?! Repertorio ragionato di oggetti ostili“ Come si evince dal titolo, non si tratta di un giallo o di una inchiesta ma di un elenco di cose comunissime “che però mi sono sempre state antipatiche e che sento nemiche – dice ridendo l’autore, Michele Marchesiello, magistrato per anni a Genova e poi al Tribunale Internazionale dell’Aja. “E non sono solo aggeggi tecnologici come lo smartphone o l’ipad, in questi casi forse c’entra l’età – commenta- ma, ad esempio, non ho mai sopportato il decespugliatore, lo trovo un vero affronto per il verde dei giardini, e pure non ho mai tollerato le tute o i pantaloni a pinocchietto. Io penso che alcune cose abbiano una loro dignità e carattere, i libri ad esempio, altre invece rivelino una natura che ho sempre sentito ostile. Tuttavia, come si conviene ad un magistrato, do una facoltà di appello: le bretelle che ritenevo ridicole e un po’ da gangster, ora mi sono congeniali tant’è che le indosso”.

Si scopre, conversando con Marchesiello uno humor insospettabile come insospettabili alcune piccole storie: “nel pomeriggio con il Tribunale deserto, mi divertivo a trasportare i fascicoli percorrendo i corridoi con la poltrona a rotelle del mio ufficio”. Il libro è originale, anche perché l’editore, Andrea Benei, si è lasciato coinvolgere da questo insolito breviario e alle volte partecipa direttamente, con suoi commenti, alla valutazione dei vari oggetti. Sempre per Sido, la casa editrice di Benei, usciranno a breve dei quaderni dedicati al nomadismo e successivamente un secondo breviario concentrato però su oggetti utili e piacevoli. Chi è giornalista all’antica prova un grande sollievo nel sapere che, in questa pubblicazione, è inserita di diritto la penna, per carità non la stilografica che può combinare brutti scherzi, ma la vecchia biro che ha la compiacenza di non lamentarsi se uno la perde.
Alessandra Rissotto



