“Nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata”. (Ennio Morricone). E a partire da oggi, fino al prossimo 10 ottobre, presso l’Università Cattolica di Milano in Largo Gemelli 1, al via la prima mostra fotografica dedicata a Ennio Morricone, a un anno dalla sua morte. Un omaggio che si snoda attraverso una selezione di immagini dei film che l’artista ha musicato o che lo ritraggono con gli amici registi o in concerto. Inserita nel programma della Milano Movie Week 2021, la mostra si intitola Nuovo Cinema Morricone, e fin dal titolo vuole rimandare al film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso, Premio Oscar 1989. Nel finale, il protagonista Totò, affermato regista, si commuove rivedendo sullo schermo una bobina con le scene di baci che gli ha lasciato il proiezionista Alfredo, che tanti anni prima gli aveva fatto scoprire e amare quel mondo che poi diventerà la sua vita.
E la mostra Nuovo Cinema Morricone ha questa stessa ambizione, un viaggio per ritrovare nella memoria, attraverso la fotografia, le emozioni provate dagli spettatori ascoltandone le musiche ricorrenti nei film che hanno fatto la storia del cinema italiano. Ma Morricone, oltre a scrivere le colonne sonore di più di 500 tra film e serie tv, ha creato anche composizioni di gran valore non legate al cinema, in particolare in ambito sacro, ed è stato un formidabile arrangiatore e autore della musica di canzoni fra le più celebri, fra tutte Se telefonando, interpretata da Mina.
Ennio Morricone era nato a Roma nel 1928, figlio di Mario Morricone, celebre trombettista che suonò in diverse orchestre, esibendosi anche al Teatro dell’Opera di Roma. Sulle orme del padre, anche Ennio imparò presto a suonare la tromba. Si iscrisse poi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, dove si diplomò nel 1946. In un’intervista rilasciata nel 2017, confessò che da bambino, all’età di 10 anni, avrebbe voluto fare il dottore, perché era rimasto impressionato dalla bravura del suo medico di famiglia (lo stesso dei figli di Benito Mussolini). Fu il padre a fargli cambiare idea, indirizzandolo verso la musica. Il celebre sodalizio artistico tra Ennio Morricone e il regista Sergio Leone iniziò nel 1964, anno in cui musicò il western Per un pugno di dollari. Ma i due personaggi si erano già conosciuti trent’anni prima: erano infatti stati compagni di classe alle scuole elementari. Nei titoli di testa di Per un pugno di dollari, si firmò con lo pseudonimo di Dan Savio, che gli era stato suggerito dalla moglie. La ragione? I produttori pretendevano che il film sembrasse americano, tanto che costrinsero a cambiare nome anche Sergio Leone (divenuto Bob Robertson) e Gian Maria Volonté (alias John Wells).
E oggi, l’Università Cattolica celebra il maestro. Immortale. Unico. Come la tromba di quella celeberrima colonna sonora, che scuote il cuore e fa fremere il cervello. Per Ennio Morricone era una stella. Entrato di diritto nel firmamento delle star della musica, Ennio Morricone si è anche guadagnato un posto tra i corpi celesti: nel 2016 gli è stato infatti intitolato un piccolo asteroide (nome completo, 152188 Morricone) del diametro di 2 km, situato tra le orbite di Giove e di Marte. La mostra – con ingresso gratuito dal lunedì al sabato in orario 17.00 – 21.00, con obbligo di Green Pass – è organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, con il patrocinio del Comune di Milano e ideata e realizzata dallo Studio Migual, curata da Eugenio Arcidiacono (critico musicale, cinematografico e scrittore), Katia Del Savio (giornalista) Elena Gulminelli e Marco Micci (Studio Grafico Migual), con il sostegno di GeHomes.
Alessandra Pirri



