Vintage. Moda eccentrica. Insegne al neon. Si tratta di East Market, celeberrimo mercatino dell’usato che torna con la sua settima edizione. Trecento espositori, torneranno a darsi appuntamento domenica 26 settembre in via Mecenate a Milano 88/A per il terzo weekend di seguito. Negli oltre 6000 mq dell’ex fabbrica aeronautica a est di Milano, si trovano anche vari articoli di collezionismo, modernariato, usato, pulci, design, scarpe e borse, libri, fumetti, poster, riviste e stampe, elettronica, militaria, giochi e videogiochi, riciclo e riuso, stranezze varie, piatti, porcellane e utensili e molto altro ancora. E sarà la musica, il tema della giornata, con eventi e iniziative correlate. Punto focale, l’idea del riciclo. Perché riciclo, è anche cultura e consapevolezza. Non solo valorizzare il senso estetico e funzionale degli oggetti, ma anche informare e sensibilizzare il pubblico sugli aspetti ecologici sottesi a questa cultura.

La moda del vintage non costituisce esattamente una novità, poiché per molti secoli, soprattuto prima della rivoluzione industriale, i mercatini dell’usato sono stati fornitori della maggior parte dell’abbigliamento della massa. Infatti, i vestiti avevano un elevatissimo costo, poiché i capi venivano realizzati a mano, tanto che molta gente aveva soltanto un unico abito che indossava ogni giorno. Le classi meno abbienti acquistavano così dagli “stracciaioli”, vestiti in condizioni ragionevolmente buone che riadattavano su di sé, rattoppandoli. Ecco che quindi gli abiti suggerivano lo status sociale di chi li portava. Successivamente, il regime di razionamento degli Anni Quaranta del secolo scorso, impose l’uso ridotto, oltre che del cibo, anche dei tessuti, portando il governo britannico addirittura a considerare illegale l’impiego di elementi decorativi con cui venivano impreziositi. Le maniche e le gonne divennero sempre più corte per questo motivo, e per gli accessori venivano usati tappi di sughero, e le scarpe erano realizzate all’uncinetto con la rafia e il legno perché scarseggiava il cuoio. È però agli hippie che si deve la nascita delle prime manifestazioni del vintage. A corto di soldi, ma mai di inventiva e creatività, sono gli hippie che fanno dei mercatini dell’usato, il luogo privilegiato per esercitare l’arte del fai da te, andando a caccia di capi etnici, di altre epoche o da poter trasformare. Quindi, una vera e propria dichiarazione di indipendenza.
East Market adotta la politica #plasticfree, policy ecologista che bandisce completamente tutta la plastica nel food e beverage. Per cibi e bevande, infatti, sono disponibili solo materiali eco friendly e riciclabili.


