È talmente positivo il bilancio di visitatori al Salone Nautico che per sabato, non si vendono più biglietti. Tutto esaurito. Fra qualche giorno si potrà valutare anche l’andamento degli affari ma intanto le voci sono ottimiste non solo da parte delle aziende consolidate ma anche da quelle che sono poco oltre il debutto. È il caso della Northern light che al secondo anno, presenta un prototipo più che ecologico. “Ecoracer – dice Piernicola Paoletti – è la prima imbarcazione riciclabile al 95 per cento, la tecnica usata per la costruzione è del tutto innovativa, abbiamo accoppiato fibre organiche con una particolare resina termoplastica che permette di sciogliere il composito a fine vita, di separare i componenti e riutilizzarli per parti non strutturali di una nuova imbarcazione. È una barca da regata, con vele anch’esse riciclabili “.

Il far rotta verso la sostenibilità lega la piccola Ecoracer, sette metri di lunghezza, al gigante Amer 120, yacht del gruppo Permare, 36 metri di lunghezza, con cabine, saloni, ponti arredati sontuosamente. “L’imbarcazione ha utilizzato una tecnica che si chiama devitrizzazione – spiega Barbara Amerio, ceo del gruppo – il che vuol dire che abbiamo ridotto considerevolmente il quantitativo di vetroresina impiegata, sostituendola con metallo e vetro, materiali riciclabili che non pongono i grossi problemi di smaltimento propri della vetroresina. Di ecologia, di rispetto per il mare, di passione per il mare trabocca lo spazio espositivo di Nutrimenti, casa editrice che di questi temi ha fatto un suo cavallo di battaglia.“

“Il Covid ha prodotto un effetto positivo sulla lettura e dunque anche sui libri legati al mare cosa che ci fa molto piacere – dice Andrea Palombi, direttore editoriale di Nutrimenti –Noi recentemente abbiamo pubblicato Tre Oceani di Lorenzo Bono che racconta una impresa quasi sconosciuta, quella di un italiano che da solo ha fatto il giro del mondo nel 1932 con una barca di legno di 10 metri, senza motore e senza radio. Tutta la nautica si sta orientando verso soluzioni sempre più sostenibili- prosegue Palombi – non a caso sono di grande interesse gli scritti di Franco Borgogno, ricercatore che ha partecipato a due missioni scientifiche internazionali sulle microplastiche nel passaggio a nord- ovest, i cui risultati sono racchiusi in “Un mare di plastica” mentre in un secondo libro dal titolo “Plastica, la soluzione siamo noi” Borgogno racconta la storia di dieci personalità che si stanno impegnando per risolvere il problema in varie nazioni del mondo”.



Alessandra Rissotto



