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Milano, il quartiere Bruzzano in festa per il rientro della campionessa paralimpica Arjola Trimi
La piazza gremita di gente, le bandiere dell’Italia sventolanti, i palloncini che accompagnavano gli striscioni con scritto “Grazie Arjola Trimi” e “Bentornata Arjola”, le note di “We are the champions” in sottofondo, gli applausi scroscianti, le campane della chiesa che a mezzogiorno in punto sono suonate a festa.

Caloroso e affettuoso è stato il benvenuto riservato questa mattina dagli abitanti del quartiere Bruzzano all’arrivo della campionessa paralimpica Arjola Trimi, grande protagonista nel nuoto a Tokyo 2020 con la vittoria di due medaglie d’oro (100 metri stile libero e 50 metri dorso) e due d’argento (50 metri stile libero e staffetta mista 4×50 stile libero). La ragazza è anche tredici volte campionessa europea.

L’atleta, 34 anni, nata a Tirana (Albania), affetta da tetraplegia, vive con la famiglia nel rione situato alla periferia nord di Milano da quando aveva due anni. “Sono stata accolta in maniera unica ed inaspettata, è stata una bellissima sorpresa – ha detto Arjola, appassionata di nuoto sin da bambina, con la voce tremante per l’emozione -. Ho passato tanti giorni a Tokyo in una sorta di ‘bolla’ in cui non c’erano persone. Tornare a casa e ritrovare tutto questo affetto è stato stupendo”. Dopo le fatiche olimpiche, il meritato riposo. “Valuterò con calma il da farsi, ora mi concederò un periodo di relax”, ha chiosato la nuotatrice.

Quindi spazio all’inno di Mameli cantato con passione dai “bruzzanesi” per omaggiare la loro fuoriclasse. Mostrando gentilezza e disponibilità, Arjola ha concesso ai suoi conquartierani una foto ricordo. Dai bambini agli anziani, in molti hanno voluto immortalare con un’istantanea il lieto momento. Il tutto sotto gli occhi pieni di orgoglio dei genitori della campionessa, anche loro in piazza Bruzzano per la festa riservata alla figlia. “Questa dimostrazione di amore vale come una quinta medaglia – ha riferito commossa la madre, Aida Beretta – . Un’accoglienza davvero inaspettata”. “La felicità che provo è indescrivibile, immenso l’affetto mostratoci”, ha aggiunto il padre Camilo Trimi.

C’è una sorta di regista dietro le quinte del festoso saluto riservato all’atleta 34enne. Colui che ha organizzato tutto nei minimi dettagli in sole 48 ore. Nino Lampugnano, storico panettiere di Bruzzano, proprietario del negozio “Nonsolopane”, molto attivo nelle iniziative che riguardano il quartiere.

E’ stato lui ad adoperarsi con ogni mezzo a disposizione per allestire l’evento svoltosi in mattinata. La chiamata per avvertire la famiglia, i manifesti e gli striscioni sistemati nella piazza principale del rione e il “passaparola” per garantire un’importante presenza. Missione compiuta, non c’è che dire.
Diego Mandarà


